MotoGP, Brad Binder pilota KTM

MotoGP, KTM prepara un super motore per il 2021

KTM ha perso le concessioni del regolamento MotoGP con le vittorie di Binder e Oliveira. Per la stagione 2021 prepara un super motore per la RC16.

1 settembre 2020 - 12:21

L’attenzione di fan e addetti ai lavori della MotoGP da diverse settimane è puntata su KTM. Vittoria a Brno con Brad Binder, bis in Austria con Miguel Oliveira corredato dal podio di Pol Espargarò. La casa di Mattighofen ha perso le concessioni per la stagione 2021, ma da subito dovrà fare a meno dei test privati con i suoi piloti titolari.

In seguito all’emergenza Covid-19 i membri della MSMA hanno concordato sul fatto di congelare i motori fino al termine del prossimo anno. In una delle ultime riunioni i costruttori hanno stabilito che KTM possa proseguire con lo sviluppo del motore pur avendo perso le concessioni. Questo perché il team austriaco dovrebbe passare da sette a cinque unità (o da nove a sette, a seconda del calendario MotoGP), ma i motori attuali non potrebbero supportare un aumento di chilometraggio.

Concessioni sì, concessioni no

Da qui il nulla osta da parte degli altri cinque marchi di fabbrica, propensi a lasciare anche le due unità in più. Ma in KTM, secondo indiscrezioni, starebbero preparando un “super motore” per la stagione 2021, dal momento che durante l’inverno potranno scongelare il loro V4 per migliorarlo. In occasione del primo week-end di gara verrà sigillato alla pari degli altri (esclusa Aprilia, che resta l’unico team a poter beneficiare delle concessioni). Inutile nascondere che questa ulteriore agevolazione desta preoccupazione negli avversari, che vedono l’avanzata della corazzata arancione procedere a passi da gigante.

A Mattighofen hanno un differente punto di vista, sottolineando come abbiano avuto poche occasioni utili nel 2020 per testare con i quattro alfieri ufficiali. E sui propulsori chiariscono: “Abbiamo già dovuto fare a meno dello sviluppo del motore quest’anno a causa dell’accordo Covid-19 – spiega Pit Beirer a Speedweek.com -. Quindi nel 2020 l’unico vantaggio rimasto è l’uso di sette motori invece di cinque per ogni pilota. Ma questo vantaggio non ci serve più, perché da tempo ci prepariamo affinché i nostri motori MotoGP durino i chilometri richiesti. Alla fine, è anche una questione di costi“.

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