MotoGP, Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo sonda il paddock: “Vorrei lavorare qui”

Jorge Lorenzo presente nel paddock MotoGP a Misano, non nasconde l'aspirazione a rivestire una carica tecnica o manageriale in un team. E fa i complimenti al neo campione della Yamaha.

27 ottobre 2021 - 11:08

Jorge Lorenzo “special guest” nel paddock MotoGP a Misano. Il pentacampione ritorna a periodiche falcate nel suo territorio, passa le redini Yamaha al neo campione Fabio Quartararo, sonda le possibilità di rientro. Non certo in veste di pilota, ma come team manager, coach o figura tecnica per un progetto importante. Non anticipa nulla, lasciando però fiutare qualche novità a breve termine. “Forse accadrà in futuro. Sarò qui, perché mantiene viva la mia passione, mi piace vedere la nuova generazione di piloti, sapere chi sarà la prossima stella. Mi piace incontrare gli amici che sono qui. Da spettatore continuerò sicuramente. Vedremo se avrò un lavoro in futuro“.

Quartararo è il futuro di Yamaha

Nell’ultimo week-end ha approfittato della vicinanza tra Misano e Lugano per rituffarsi nel mondo della MotoGP. Si è ritrovato ai festeggiamenti iridati di Quartararo, un trionfo che sembrava destinato ad essere rinviato a Portimao. Una giornata storica per la sua ex scuderia Yamaha con cui ha vinto tre titoli mondiali. “Meritato da entrambe le parti. Per la Yamaha, perché hanno sempre lavorato sodo e la moto è sempre stata molto equilibrata. Per Fabio perché quando è arrivato alla Petronas nel 2019 nessuno si aspettava che fosse così competitivo“, ha sottolineato Jorge Lorenzo.

Il francese va premiato soprattutto per la sua costanza, poche sbavature, mai una caduta in gara nel 2021. “In MotoGP non puoi vincere tutte le gare, troverai sempre un circuito che non si adatta a te o alla moto. In questi casi devi finire la gara senza cadere, non importa se sei terzo, quarto o quinto, devi finire. E questo è proprio ciò che ha fatto Fabio in questa stagione, per questo è campione del mondo“. Jorge Lorenzo ha provato a restare legato alla Casa di Iwata in veste di collaudatore, ma l’esperienza non è andata a buon fine. Nonostante tutto si sente strettamente legato al marchio. “Sarò sempre ricordato come un pilota Yamaha. Sono una famiglia, sono persone molto serie, i giapponesi sono sempre molto fedeli. Hanno preso un pilota molto fluido come me, che si adatta perfettamente a questo tipo di moto. Quella era la chiave“.

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Foto: Getty Images

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