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MotoGP: Jack Miller 2° con lesione. “Oliveira mi ha colto di sorpresa”

Jack Miller, secondo posto da applausi con una lesione ad una spalla. E sul finale di gara: "Pensavo fosse tra me e Pol, poi ho sentito un'altra moto..."

23 agosto 2020 - 20:44

Uno dei piloti a cui bisogna certo fare un applauso per la gara di questa domenica è Jack Miller. La forte caduta nelle FP3 l’ha lasciato con una lesione ad un legamento della spalla. Questo non ha fermato il pilota australiano, aiutato certo anche dalla Clinica Mobile. L’alfiere Pramac Ducati non si è risparmiato né prima né dopo la bandiera rossa, cogliendo infine un gran secondo posto dopo una battaglia durata fino alla fine e con qualche sorpresa. È davvero una stagione in cui può succedere di tutti, ma non pronunciate davanti a lui la parola ‘campionato’…

“Mi dispiace per Mir, ma sono stato contento della bandiera rossa” ha ammesso Miller. In effetti in quel momento Joan Mir aveva ormai preso il largo, mentre alla ripartenza la situazione è cambiata. Si sono ritrovati soprattutto in due a lottare per il successo: lui e Pol Espargaró. Nessuno dei due però si era accorto che c’era un terzo incomodo in paziente attesa. “Miguel [Oliveira] mi ha colto totalmente di sorpresa” ha dichiarato. “Pensavo che la vittoria fosse tra me e Pol, abbiamo lottato a lungo e ho cercato di ostacolarlo. Poi ho sentito il rumore di un’altra moto…” Ma non si esime dai complimenti. “Sono contento per lui, per KTM e per Tech3, stanno migliorando costantemente.”

VIDEO Il giro finale del Gran Premio di Stiria

Miller si è battuto come un leone, e questo nonostante una spalla che gli aveva causato non pochi problemi. “Ho usato qualche analgesico” ha detto, spiegando il motivo. “Ho una piccola lesione ad un legamento, non ricordo il nome. Comunque è nella parte superiore della spalla: quando stendo il braccio e cerco di cambiare direzione sento un gran dolore. Serve solo riposo, le due settimane di pausa vengono al momento giusto.” Ringrazia poi i dottori della Clinica Mobile. “Mi hanno aiutato tantissimo. Dopo la Q2 mi hanno seguito fino alle 11 di notte. Alle sette del mattino poi mi hanno fatto una risonanza, prima di tornare velocemente in pista. Sono state 24 ore frenetiche.”

La stagione, come detto, è più aperta e combattuta che mai, ma appunto guai a pronunciare una certa parola… “L’ultima volta che ho detto ‘titolo’ sono caduto. Lasciamo perdere e affrontiamo ogni situazione come capita. A Brno per esempio abbiamo fatto fatica, in Austria invece è andata bene, mentre ricordo che l’anno scorso a Misano abbiamo sofferto. Poi avremo Aragón e Valencia, due piste che mi piacciono molto. Portimão? Chissà, sembra una pista quasi da motocross. Lì dovremo seguire Miguel.”

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