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MotoGP, Iker Lecuona: “Da Quartararo un aiuto extra importante”

Iker Lecuona ancora sorpreso dal fatto di essere in MotoGP. "Quattro anni fa chiedevo gli autografi a questi piloti." E sulla situazione attuale: "Chissà se correremo..."

25 aprile 2020 - 17:12

Iker Lecuona può diventare la rivelazione del Motomondiale. In appena cinque anni è passato dal Campionato di Spagna alla MotoGP (saltando la Moto3), diventando il più giovane esordiente di sempre. Certo è che chissà se ci sarà una stagione. Nel frattempo è il primo a sorprendersi della rapidità di questo approdo nella categoria regina e vuole approfittarne al massimo, grazie anche a qualche consiglio da parte dell’amico Fabio Quartararo. L’obiettivo è il titolo di Rookie dell’Anno, vedendosela con esordienti più quotati come Alex Márquez e Brad Binder.

Chiaramente ora l’emergenza sanitaria ha bloccato tutte le attività fino a data da destinarsi. Bisogna organizzarsi in casa, soprattutto per quanto riguarda gli allenamenti. “Utilizzo il tavolo o la sedia, ma uso anche la bici per fare pesi.” A livello psicologico però per Iker Lecuona non si rivela semplice. “Dopo qualche settimana crolla un po’ il morale” ha ammesso a ‘Cambia el mapa’. “Sono a casa da solo, la pausa si sta allungando sempre di più e non sappiamo se correremo. I miei genitori però mi stanno aiutando tanto in questo senso.”

L’obiettivo 2020, come detto, sarebbe il titolo di miglior esordiente. Una bella sfida, considerando che deve vedersela con il campione Moto2 in carica Alex Márquez, oltre che con il vice-iridato della categoria intermedia e suo compagno di marca Brad Binder. “Possiamo farcela” ha dichiarato. “Sono convinto che abbiamo il potenziale per tenerci non troppo lontani dai primi.” Riguardo ai suoi rivali, “Alex [Márquez] in generale è un pilota molto veloce. Brad [Binder] invece ha come punto di forza il giro secco. Sarà una bella lotta.”

Abbiamo visto poi come ci sia da tempo un ottimo rapporto con Fabio Quartararo. “Non so quando abbiamo cominciato a parlare. C’è stato qualche screzio in pista, ma fuori ci siamo sempre scambiati alcuni consigli, fin dalla Moto2. Anche nel corso dei test, per esempio in certe curve mi faceva cenno di seguirlo. A fine giornata mi dava qualche consiglio: questo aiuto extra è importante per un esordiente. Mi ripete soprattutto di andarci piano: devo dire che sto lottando con la KTM, ho uno stile molto aggressivo che devo limare.”

Ancora deve abituarsi poi al fatto di essere in MotoGP. “Quattro anni fa frequentavo il paddock solo per chiedere gli autografi ai piloti, ora mi chiamano per nome. È impressionante! In Qatar per esempio Dovizioso stava facendo un’intervista, io sono passato vicino per sentire cosa diceva. Lui si è interrotto per salutarmi! Mio fratello si è messo a ridere vedendo il mio stupore.” Il giovane valenciano però è ben concentrato anche sui risultati da ottenere: “Dovrò guadagnarmi il rispetto di tutti i piloti soprattutto per quello che farò in pista.”

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