MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Fabio Quartararo: la lunga scalata per succedere a Valentino Rossi

Fabio Quartararo erede di Valentino Rossi dalla stagione MotoGP 2021. Una difficile scalata iniziata a 4 anni, ma adesso manca l'assalto alla vetta.

3 febbraio 2021 - 11:19

Fabio Quartararo ha trasferito la sua residenza in Spagna quando era ancora un ragazzino. Non solo ha raggiunto il sogno di accedere alla MotoGP, ma di vincere il suo primo GP e immortalarlo con un tatuaggio, di ripetersi, di rincorrere il sogno iridato. Fino a prendere l’angolo di box di una leggenda del calibro di Valentino Rossi. Alla pari di tanti colleghi dietro la sua ascesa c’è lo zampino paterno. “Potrei dire 1000 cose ma la faremo breve. Migliaia di chilometri fatti, tanti sacrifici e ancora pieni di momenti difficili. Abbiamo già realizzato parte del nostro sogno. Sulla strada per finirlo. Semplicemente grazie“.

A Yamaha il merito di avergli dato piena fiducia e affiancargli un giovane ma esperto capotecnico come Diego Gubellini. Nel suo quarto Gran Premio nel 2019 è diventato il più giovane poleman nella storia della MotoGP. Tra i migliori della classe sul giro secco, tanto da confermarsi miglior poleman del 2020, vincendo una BMW che, neanche a dirlo, ha regalato a suo padre Etienne. Le sue prime tre vittorie bastano a renderlo il pilota francese di maggior successo nella classe regina. Una crescita fulminea che non è stata coronata dal titolo mondiale, un obiettivo che dopo Jerez sembrava impresa facile.

Ma Fabio Quartararo ha dovuto fare i conti con qualche problema “di gioventù”, con lo stress nei momenti più difficili, oltre che con una serie di problemi tecnici. Del resto la YZR-M1 è la moto ideale per i rookie, ma al momento di dover compiere l’ultimo step trova un limite apparentemente invalicabile. Non solo il problema alle valvole, che è costato il titolo costruttori, ma soprattutto la gestione delle gomme Michelin, note per le ottime prestazioni previste in una finestra di temperatura ristretta. Ai tecnici Yamaha il difficile compito di progettare una moto in grado di portare le gomme alla temperatura desiderata, indipendentemente dalla pista, dalle condizioni e dalla posizione di partenza.

L’ascesa nel team Yamaha factory

La crescita personale del pilota francese risale all’età di quattro anni, quando era giù sulla sua prima moto. In Francia potevano gareggiare solo i ragazzi oltre i 14 anni, da qui le prime “scorribande” da Nizza verso la Spagna. Poi la decisione di staccarsi da amici e parenti per seguire la scia della sua carriera. Con lui anche i suoi genitori: “Per due anni in  Spagna non avevo amici. Tutto quello che avevo era il mio allenatore. Ho fatto casa, allenamento, casa, allenamento, casa, allenamento. Ho anche fatto corsi a distanza. non è stato facile“. Intanto arrivavano le prime soddisfazioni: due titoli nel CEV, il debutto nel Mondiale Moto3 nel 2015, due stagioni dopo il salto in Moto2 vincendo una sola gara. Nel 2019 la chiamata, forse quasi inattesa, in MotoGP, con il neonato team Petronas SRT.

In mezza stagione, pur senza successi, ha guadagnato la carica di successore di Valentino Rossi. “Prima della prima gara del 2020, molti giornalisti mi dicevano: ‘E se non vinci nessuna gara nel 2020 e sostituisci il tuo idolo Valentino Rossi?’ In quel momento mi sono detto: “Va bene, avrò altre opportunità nel 2021”. Vincere la prima gara mi ha liberato. Era un momento che aspettavo da quando ero bambino, era il mio sogno. E, cosa più importante, vincerne due di fila nello stesso circuito è un sogno“. Alla faccia dei momenti di incertezza attraversati nella middle class, quando sembrava spegnersi verso un limbo a tempo indeterminato.

Dalle pressioni di chi lo considerava finito allo stress per il titolo MotoGP. La squadra malese ha continuato a crederci fino alla vittoria in Catalunya. Tre vittorie che lo hanno ricompensato dopo tante notti passate sul pavimento del furgone mentre suo padre era al volante. Nel 2021 sostituirà Valentino Rossi nel team factory, una premessa non da poco, che richiede non solo preparazione fisica e atletica, ma anche mentale. Tanto che ha deciso di farsi seguire da uno psicologo per gestire al meglio le emozioni. Ogni tassello del puzzle deve incastrarsi al posto giusto nel momento giusto. Per Fabio Quartararo l’assalto al Mondiale riparte da Losail.

1 commento

makitari_15179021
12:26, 3 febbraio 2021

Deve maturare i ragazzo e deve farlo in fretta !
La Moto GP non aspetta … c’è sempre un outsider pronto a rovinarti i piani o le singole gare …
C’è sempre l’ imponderabile guasto/scorrettezza altrui/o … buchetta … mai vista a guastarti le festa …
E’ qui che conta l’ esperienza … sentire la neve sotto gli sci quando sai che scenderai a più di 100 KMH …
Mi spiego ?
Tutto questo può venire con il tempo … già ma quanto tempo ? Ai giovani talenti come FQ viene quasi sempre richiesto di vincere e … SUBITO !
Se no che razza di talento emergente sei ?
Tutto questo è disumano e la vicenda MM lo dimostra con chiarezza … Invidio e ammiro questi ragazzi che possono avere l’ età per essere miei figli, ma tremo per loro. Per la loro ambizione che verrà sfruttata e frustrata dall’ andamento delle loro gare e per il rischio ambizioso li porti oltre il limite … vincere da subito

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