Davide Brivio team manager Suzuki

MotoGP, Davide Brivio: “Valentino Rossi disse no alla Suzuki”

Davide Brivio rivela alcuni retroscena della sua avventura in MotoGP prima di passare in F1. E su Valentino Rossi: "Sahara lo voleva in Suzuki".

25 gennaio 2021 - 16:42

Prima di approdare in Formula 1 Davide Brivio ha parlato ai microfoni di MotoGP.com. Ha ripercorso le tappe della sua lunga carriera, a cominciare dal grande colpo che lo ha sicuramente slanciato come manager. L’arrivo di Valentino Rossi in Yamaha nel 2004, legandosi al campione di Tavullia a tal punto da seguirlo anche nell’opaca avventura in Ducati nel biennio 2011-2012. “Avevo lasciato la Yamaha e stavo lavorando a livello personale per Vale, contratti e altre cose, e Sahara (project manager, ndr) mi ha contattato tramite Facebook. È una cosa molto strana perché non non uso Facebook. Mi chiedeva di Rossi, cosa stesse facendo, quali intenzioni avesse per il futuro, che volevano tornare in MotoGP nel 2014 e se Valentino fosse stato disponibile a correre con la Suzuki“.

Davide Brivio ne ha subito parlato con Valentino Rossi, ma la risposta è stata negativa. “Mi ha detto che la Suzuki non era molto interessante. Valentino voleva tornare in Yamaha. Così, educatamente, ho detto a Sahara che Vale non era interessato. Quindi, abbiamo iniziato a parlare e lui ha detto: ‘Se formassimo una squadra in Italia, saresti interessato?’. Ho detto di sì e abbiamo iniziato ufficialmente il 1° aprile 2013. L’idea era di testare quei mesi e iniziare nel 2014, ma ci hanno detto che tutto era stato posticipato di un anno, che saremmo entrati nel 2015“.

La scalata verso il titolo mondiale

Il manager brianzolo, dopo la lunga esperienza al fianco di Valentino Rossi, ha coltivato il fiuto dei talenti. Da Aleix Espargarò a Maverick Vinales. Proprio con il pilota di Roses è arrivata la prima vittoria a Silverstone nel 2016. Poi è stata la volta di Andrea Iannone, di Alex Rins, infine di Joan Mir. Pochi avrebbero scommesso su Mir, ancora una volta la scelta di Davide Brivio si è rivelata vincente. “Nel 2018 dovevamo decidere la squadra per il 2019. Il progetto Rins stava funzionando. Cominciava a emergere l’idea di ripetere l’esperienza di Rins con un altro giovane. Ho iniziato a pensare a Joan Mir perché sono rimasto colpito dal fatto che avesse vinto il campionato Moto3 vincendo dieci gare“.

Joan aveva un’opzione con la Honda, ma è bastata una chiacchierata per convincerlo. “Gli ho detto ‘Metti da parte l’opzione, se potessi scegliere tra Honda e Suzuki, cosa faresti?’ Ha detto: ‘Vorrei andare alla Suzuki “. Mi ha detto che era una moto più adatta al suo stile, al suo corpo, all’altezza. Quando me lo ha detto, i miei occhi si sono illuminati. Mi sono detto: ‘È l’uomo giusto“. E sappiamo come è andata a finire nella stagione MotoGP 2020. Per Davide Brivio adesso comincia un nuovo capitolo con Alpine. L’augurio è che possa portare con sé la sua mentalità vincente che lo ha sempre contraddistinto.

1 commento

makitari_15179021
19:20, 25 gennaio 2021

Lo ammetto sono VR dipendente …
ma sono felice che questo mondiale sia di Suzu !
Anche senza VR …
Non sarà una meteora, ne sono certo, ma la stagione che verrà … gli altri avranno affilato di nuovo i coltelli …
Vinca il migliore …dico io !

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Moto2 e Moto3, a Portimao continua la preparazione per la stagione 2021

MotoGP, Danilo Petrucci

MotoGP, Danilo Petrucci: rinnovo di contratto dopo il Mugello

MotoGP Test Qatar 2021

MotoGP Test Qatar: focus box-to-box, lavori in corso in pit-lane