MotoGP, Danilo Petrucci

MotoGP, Danilo Petrucci: “In Ducati la colpa è sempre del pilota”

Danilo Petrucci archivia l'esperienza in MotoGP con Ducati chiarendo il suo punto di vista. Su Andrea Dovizioso: "Non mi aspettavo certe reazioni".

16 gennaio 2021 - 13:25

Fra KTM e Danilo Petrucci è stato amore a prima vista. Nel mese di maggio sono sbocciati i fiori di una nuova avventura per la prossima stagione MotoGP. C’è stato il tempo di pianificare tutto al meglio, con il pilota umbro che ha corso diverse gare alle spalle delle RC16, riuscendo a studiare i primi dettagli. Poco conta che vestirà livrea satellite, la storia contemporanea della classe regina dimostra che la differenza con i team factory è quasi impercettibile.

Petrux arriva in KTM con un ricco bagaglio di esperienza e un rapporto con i vertici che è andato lentamente affievolendosi. Ducati aveva le idee chiare su di lui già alla fine del 2019, tant’è che ancor prima di iniziare la stagione MotoGP gli è stato comunicato il divorzio. “Non rimpiango nulla – ammette Danilo a ‘Griglia di partenza‘, programma condotto da Franco Bobbiese e Manuel Pecino -. Avrei potuto fare di più, ma è facile dirlo con il senno di poi. Avrei potuto vincere già con il team Pramac, sicuramente ho fatto il massimo. Nel team ufficiale anche fare primo non basta“.

Fine del rapporto con Ducati

La freddezza ingegneristica di Borgo Panigale ha ghiacciato un po’ il sangue nelle vene ad un pilota “caloroso” come Petrucci. “L’approccio bastone-carota può funzionare, ma non va bene per tutti i piloti… Non sono mai stato considerato un pilota su cui puntare, anche quando andavo forte. Magari avevo gli stessi punti di Andrea, ma il problema era lui. Era come se io stessi facendo il mio, ma lui non stava facendo il massimo. Ti fanno trasparire sempre l’orgoglio nel guidare questa moto, mentre secondo me serve un trattamento personale, a livello umano. Loro non fanno questo“.

La fine di una collaborazione porta sempre degli strascichi. Ma negli ultimi anni in MotoGP questo discorso sembra amplificato. Vedi i casi di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso. “C’è un approccio ingegneristico, se una cosa non va si cambia. Credono che la moto sia sempre la migliore e se non è la migliore la colpa è del pilota. Ma non è più un mio problema… Quando sei nel team ufficiale devi essere davanti e sei quasi obbligato a vincere, non esiste che sei dietro alla moto satellite. Anche se ultimamente le moto sono uguali, hai lo stesso supporto. Tito Rabat non aveva il supporto adeguato, era molto veloce, è stato trattato un po’ male“.

Ducati ha preferito Jack Miller per il 2021, una scelta che Petrux ha approvato di buon grado. “Ho sempre avuto un buon rapporto con Gigi Dall’Igna, anche se più volte mi ha messo alla porta spingendomi verso la Superbike. Ma io lo prendevo come stimolo per fare meglio. Ai primi di maggio mi ha detto della decisione di sostituirmi con Jack Miller. Con Alberto Vergani siamo andati in KTM ed è stato amore a prima vista… Credo che Jack ha un grande talento, è il più veloce, è il candidato ideale per l’approccio che ha Ducati“.

La fine di un’amicizia

Nella lunga chiacchierata con Franco Bobbiese e Manuel Pecino il neo pilota KTM parla anche del rapporto con Andrea Dovizioso. All’inizio sembrava la favola dei compagni di box amici fraterni, poi si è involuta in un’atmosfera molto tesa. Fino ad esplodere nelle qualifiche di Aragon. “Qualcosa con Andrea era cambiato al Mugello, quando ho vinto. Non l’ha presa bene con quel sorpasso, ci rimasi male, non pensavo avesse questa reazione. Non ho toccato nessuno, mi sono solo infilato, Marquez ha chiuso Andrea – sottolinea Danilo Petrucci -. Mi sono reso conto dopo che qualcosa era cambiato, ma l’ho capito leggendo le dichiarazioni. Dopo l’episodio di Aragon la situazione è deteriorata… Era arrabbiato nei miei confronti, ho capito che non potevamo essere amici. Ci sono stati tanti episodi in cui ho avuto cura di lui, passati inosservati“.

Ad esempio ad Assen 2018. “Ci stavamo giocando il quarto posto, per non sorpassare ho subito il sorpasso da Morbidelli e ho finito sesto. Ha sempre reagito male quando gli stavo davanti e non solo ad Aragon. Lo ringrazio tanto per quello che mi ha fatto vedere, per avermi aperto le porte del suo mondo. Ma in MotoGP è complicato essere amici, soprattutto quando ti giochi le posizioni che contano“.

2 commenti

makitari_15179021
17:37, 16 gennaio 2021

Umbria … regione da me molto amata … ha dato i natali alla donna che mi ha spezzato il cuore …
Ma questa è vita privata …
Delle genti Umbre ricorderò per sempre generosità … Ospitalità e anche concordia … chi conosce il latino capirà meglio.
DP è un ragazzone umbro e già solo per questo lo ammiro, stimo e abbraccio.
Forse non abbastanza vincente per la moto GP di oggi, ma generoso di sicuro. KTM sarà la sua rivincita.
Loro … che vincono ormai OVUNQUE … ssapranno motivarlo per dare il meglio.
Aspetto evolversi situazione … con fiducia !

Anonimus
15:50, 16 gennaio 2021

Come già scrissi in un’altro articolo, molti piloti sono dei grandi campioni ma anche dei grandi piangina… Petrux non sarà un gran campione ma di certo uno dei pochi ad assere umile in quel mondo dove l’invidia la fa da padrone.

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