Test antidoping

MotoGP, Cal Crutchlow: “I controlli antidoping adesso funzionano”

Cal Crutchlow soddisfatto dei controlli antidoping in MotoGP. Ecco come funzionano i test e l'elenco dei piloti controllati nella stagione 2019.

2 maggio 2020 - 9:04

Cal Crutchlow è forse il pilota che ha chiesto con maggiore insistenza controlli antidoping più assidui dentro e fuori dal paddock MotoGP. Al lancio della campagna di informazione lanciata dalla FIM nel 2018 mostrò un certo scetticismo, sottolineando controlli test quasi inesistenti. Il caso di Andrea Iannone ha fatto emergere quanto predetto dal britannico, anche se la sentenza è molto discutibile e l’accusa destinata forse a cadere con ricorso al Tas.

IL MONITO DI CRUTCHLOW

La Federazione ha cambiato approccio sul tema e intanto studia un nuovo elenco di sostanze proibite. “Ho sempre esercitato pressioni su FIM per fare test negli ultimi anni” , ha dichiarato Crutchlow sul sito web britannico The Race. “Ed è bello vedere che ora stanno prendendo le cose più seriamente. Il fatto che un pilota risulti positivo dimostra che i controlli funzionano. Questo è ciò di cui avevamo bisogno e ciò che chiedevamo“. Il 34enne britannico ha anche svelato le nuove procedure implementate dalla FIM all’inizio della stagione 2020, al fine di rafforzare ulteriormente la sua campagna antidoping. “Quest’anno per ottenere le nostre licenze abbiamo dovuto fare un test online di 90 minuti. Abbiamo dovuto guardare tutti i video, quindi rispondere alle domande al riguardo. Se le risposte corrette sono meno dell’80% devi ripetere l’intera procedura e il tuo fallimento viene comunicato“.

L’obiettivo è assicurarsi che tutti conoscano le regole. “Non puoi dire di non sapere nulla, questo non dovrebbe più essere una scusa“. Il pilota MotoGP teme che pochi piloti siano registrati presso il Sistema di amministrazione e gestione antidoping (ADAMS). Questo, istituito dalla World Anti-Doping Agency (WADA), include in particolare una funzione di localizzazione che consente di effettuare controlli al di fuori delle gare. Per Cal Crutchlow, “è un errore che solo tre piloti si siano registrati. Tutti i piloti dovrebbero esserci“.

TEST ANTIDOPING: COME FUNZIONANO E PILOTI CONTROLLATI

Ma come funzionano i test antidoping nel paddock MotoGP e chi è stato controllato nella stagione 2019? I piloti da sottoporre all’analisi vengono solitamente sorteggiati, oppure si decide di effettuare test sui tre del podio. A decidere è la FIM che invia i nomi agli ispettori addetti al prelievo delle urine. Per escludere manipolazioni i piloti depositano il campione biologico sotto osservazione ed è lo stesso pilota a scegliere il kit di cui servirsi e ad aprirlo. L’urina viene divisa in due provette: una per il controllo antidoping, l’altra per eventuali controanalisi. Le provette sono sigillate in maniera tale da potersi aprire una sola volta, quando arrivano in uno dei laboratori accreditati dalla WADA.

Nel week-end di Austin (14 aprile) la FIM ha selezionato Danilo Petrucci, Fabio Quartararo e Valentino Rossi. Il 5 maggio a Jerez è la volta di Aleix Espargarò, Takaaki Nakagami e Maverick Vinales. Il 16 giugno in Catalunya: Marc Marquez, Fabio Quartararo e Danilo Petrucci (per il francese e il pilota umbro è già il secondo test). Il 30 giugno ad Assen prelevati i campioni di Pol Espargarò, Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso. L’11 agosto in Austria sorteggiati Pecco Bagnaia, Miguel Oliveira e Alex Rins. A San Marino Jack Miller, Franco Morbidelli e Johann Zarco. Il 20 ottobre a Motegi Karel Abraham, Joan Mir e Mika Kallio. Infine in Malesia, 3 novembre, Andrea Iannone, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Il pilota di Vasto risulterà l’unico pilota positivo del 2019 nei controlli FIM. L’ultima parola spetta al Tas di Losanna.

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