MotoGP, Cal Crutchlow

MotoGP, Cal Crutchlow esordisce in Yamaha: “Non porto i segreti Honda”

Cal Crutchlow esordisce in sella alla Yamaha M1 nel primo test MotoGP 2021 a Losail. Il collaudatore avverte: "Porto feedback, non i segreti della Honda".

5 marzo 2021 - 12:49

Il giorno dell’esordio di Cal Crutchlow nei panni del collaudatore Yamaha è arrivato. L’ex pilota LCR Honda è pronto a girare nello shakedown test in Qatar con la YZR-M1, cercando di prendere le misure ad una moto che in passato ha già cavalcato. Il primo giorno servirà ad approcciarsi con il prototipo di Iwata, prima di guidare l’evoluzione in collaborazione con gli altri piloti. C’è grande attesa per i suoi feedback, tant’è che Valentino Rossi ha premesso di volergli parlare al termine della prima giornata.

Per il britannico è l’inizio di una nuova avventura dopo dieci anni in MotoGP. “Ho una lunga lista di cose su cui lavorare – ha detto in conferenza stampa -. Per me, però, si tratta prima di tutto di adattarmi alla moto. Sono sette anni che guido una Honda e una Ducati… Ci vorrà tempo“. Insieme a lui ci saranno i due collaudatori giapponesi Katsuyuki Nakasuga e Kohta Nozane che nelle settimane scorse hanno effettuato diversi giri in Giappone con la Yamaha M1 2021. Resta da capire come mai la casa di Iwata non abbia effettuato nessun test privato con Cal Crutchlow durante l’inverno. “Non è stata una mia decisione, bensì della Yamaha. Ma sono contento di poter essere qui. Volevamo esordire a Sepang, ma non ha funzionato a causa della cancellazione. I primi giorni non saranno facili, ma c’è molto lavoro da fare“.

L’esperienza in Honda di Cal

L’addio alla MotoGP gli ha permesso di prendere una breve pausa nel corso della pausa invernale. Eppure il 35enne di Coventry ha dovuto fare i conti con qualche acciacco fisico. Dopo la gara di Portimao è stato in ospedale ogni settimana per dei dolori lombari. Le sue condizioni non dovrebbero compromettere la sua nuova carica di collaudatore Yamaha. “La mia esperienza è il motivo per cui mi hanno dato il lavoro. Questo mi aiuta valutare le cose. Ho capito come andare veloce con moto diverse. Certo, ho avuto un anno difficile in Ducati, ma anche lì sono saluto sul podio ed ero veloce a fine stagione“.

Potrà davvero portare qualche segreto dal box Honda? “Non ci sono segreti. Porto con me la mia esperienza. Non credo che sia un problema per un produttore copiarne un altro. Tutti hanno il loro DNA e la loro filosofia. Darò il mio feedback e ovviamente confronterò le mie impressioni con le impressioni raccolte dal passato. Però non significa automaticamente che le mie informazioni possano essere trasferite a ogni moto“.

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