MotoGP, Livio Suppo

Livio Suppo: Ducati brava dopo Valentino Rossi, Honda da bocciare

Livio Suppo esalta il lavoro di Gigi Dall'Igna in Ducati, soprattutto dopo il difficile biennio di Valentino Rossi. E boccia l'operato di Alberto Puig in Honda.

16 giugno 2020 - 17:25

Livio Suppo ha trascorso decenni di storia nel paddock della MotoGP, ha fatto la storia in Ducati e Honda. Ha portato Marc Márquez in HRC e pochi possono vantare una conoscenza maggiore della sua all’interno di quel box. In una recente intervista rilasciata al podcast ‘MotoGP Round Table’ ha elogiato il lavoro di Gigi Dall’Igna nella struttura di Borgo Panigale, soprattutto dopo il biennio “nero” con Valentino Rossi. E ha messo in secondo piano il modus operandi della casa dell’ala dorata.

L’ASCESA DI DUCATI

Il titolo mondiale manca da troppo tempo in casa Ducati, eppure nessuno può negare il grande lavoro svolto da Dall’Igna a livello tecnico. “Dall’esterno è difficile giudicare, ci sono molti aspetti che possono influenzare le tue decisioni – ha premesso Livio Suppo -. Quindi essere lì per capire le cose. Penso che in Ducati si debba avere rispetto per tutto il lavoro svolto da Gigi Dall’Igna, perché da quando ho lasciato nel 2009 hanno attraversato momenti difficili, soprattutto dopo le due stagioni di Valentino Rossi. Penso che l’azienda si sia persa un po’… Quando è arrivato Dall’Igna sono stati in grado di ripartire, ha messo le persone giuste al posto giusto. E la moto ha fatto un importante passo avanti“.

La storia più recente della Ducati in MotoGP vede un contratto tanto discusso con Jorge Lorenzo. Inizialmente sembrava una mossa azzardata, soprattutto a livello economico. Poi l’errore sembrava lasciarselo scappare dopo la prima vittoria al Mugello. “Non hanno avuto fortuna. Quando hanno deciso di non rinnovare era normale, visti certi risultati. Quando hanno deciso di cambiare ha cominciato a vincere“.

LA STRANA STRATEGIA HRC

Livio Suppo è più critico quando si tratta di argomentare la gestione di Alberto Puig. “Da quando Nakamoto e io ce ne siamo andati, tranne Marc che era già lí, non è stato un grande successo. La storia di Jorge è stata un disastro, penso che sia stato un disastro anche perdere Dani e lasciarlo andare in KTM come tester. E ora la firma di Pol. Penso che ingaggiare un rookie, non importa se è un Márquez o no, per solo un anno e poi cambiarlo senza vedere le sue prestazioni è un po ‘strano. Ho molto rispetto per quello che la Ducati ha fatto finora, meno per quello che ha fatto la Honda“.

In passato i rookie venivano ingaggiati con un contratto triennale, al contrario di Alex Márquez, che ha firmato per un solo anno. Ed ora sembra sul punto di essere scaricato per fare posto a Pol Espargaró. “Quando ho iniziato a lavorare qui negli anni ’90, la HRC aveva la politica di offrire un contratto per tre anni ai rookie. Nella prima stagione non gli chiedevano nulla – ha sottolineato Livio Suppo -, nella seconda stagione dovevi iniziare a fare qualche risultato e, se nella terza non ottenevi di più ti cambiavano. Questo era il modo serio di avere un debuttante, perché non tutti i rookie sono come Marc Márquez“. Forse quelli erano altri tempi per la MotoGP…

1 commento

Macx
8:07, 17 giugno 2020

Mha! premesso che Puig è simpatico come un riccio nelle mutande, Honda vuole provare ad essere un po meno MM93 centrica.
Craccilo è sul viale del tramonto e comunque non ci puoi fare affidamento per un campionato, l’unico decente scalabile è Policio, se inquadrata in questo contesto la mossa di Puig mi sembra abbastanza sensata

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