MotoGP, Andrea Dovizioso

Andrea Dovizioso: la “gabbia” della MotoGP e la libertà del motocross

Andrea Dovizioso fuori dai giochi MotoGP per il 2021, salvo sorprese dalla Honda. Ma assapora la libertà del motocross dopo le incomprensioni con Ducati.

30 novembre 2020 - 12:33

Andrea Dovizioso si è preso un anno sabbatico o forse è solo un mancato addio ufficiale alla MotoGP. Il prossimo anno il forlivese compirà 35 anni e una stagione lontana dalle piste rischia di metterlo fuori dai giochi per sempre. I team preferiscono puntare su giovani piloti della Moto2 piuttosto che sull’esperienza, come dimostra la mossa vincente di Suzuki con Joan Mir e la decisione Ducati di scommettere su Jorge Martin, Luca Marini ed Enea Bastianini. KTM ha scelto Brad Binder vincendo la prima gara in Top Class per il marchio austriaco. Yamaha ha trovato in Fabio Quartararo la sua punta di diamante, scoprendo di avere un altro giovane arrembante nelle sue fila come Franco Morbidelli. Honda non ha perso tempo ad ingaggiare Alex Marquez dopo l’addio di Jorge Lorenzo e Aprilia prova con Lorenzo Savadori.

La libertà del motocross

Ci sarà ancora spazio per il Dovi? Molto dipenderà dalle sorti cliniche di Marc Marquez, che resta forse la sua ultima ancora di salvataggio. Per il momento si gode la libertà del motocross, la sua grande passione trasmessagli dal padre. Andrea ha sempre sfruttato lo sterrato come terreno di allenamento per la MotoGP, ma anche come miglior distrazione professionale. La diversificazione e l’imprevedibilità delle moto da cross lo hanno preparato mentalmente e tecnicamente. “Se non hai certe cose, ti senti come se fossi in una gabbia perché non puoi inventare nulla“. Diversamente, nell’off-road il pilota può fare maggiormente la differenza, mettersi seriamente in gioco. Anche a costo di maggiori rischi per l’incolumità.

Le cause del divorzio

Il divorzio dalla Ducati è maturato soprattutto nell’ultimo biennio. Le lamentele pubbliche dopo la gara del Sachsenring hanno spezzato la corda, facendo saltare i nervi ai vertici di Borgo Panigale. Andrea Dovizioso non si è mai sentito al centro del progetto, né ascoltato nelle decisioni evolutive della Desmosedici GP. “Penso sia normale che ci siano stati aspetti negativi – sottolinea il forlivese come riportato da Paddock-GP -. Direi che erano tutti ostacolati nel fare quello che volevo. Ovviamente siamo persone incredibilmente fortunate, ma a volte siamo costretti a fare cose che non ci piacciono molto: molti eventi, ad esempio, che vorresti vedere organizzati e gestiti in modo diverso. Ma faceva tutto parte del gioco, quindi non potevi lamentarti“.

Dovizioso ingegnere in sella

Un pilota molto tecnico e certosino nei dettagli, un ingegnere in sella. Convinto che solo lavorando sulle piccole cose si potevano compiere passi avanti. Andrea indica due punti di riferimento nella sua carriera in MotoGP. “Poggiali e Pedrosa, piloti contro i quali ho lottato, che ho visto fare certe cose in pista e che hanno vinto i mondiali. Ho sempre trovato molto affascinante lo studio dell’avversario, per capire cosa fosse veramente capace di fare“. Ma c’è un aspetto su cui crede di essersi impegnato come pochi altri, il self control. “Ho imparato che rimanendo calmi e lavorando con metodo si possono cambiare le cose per tutto il weekend. Ovviamente è molto facile a dirsi e ci sono state stagioni in cui non è stato affatto possibile. Ma vivendo questi momenti con la calma necessaria, ci rendiamo improvvisamente conto di avere più potere di quanto pensi“.

Foto: Getty Images

5 commenti

fzanellat_12215005
14:16, 30 novembre 2020

Molto interessante sentir parlare di un pilota troppo spesso dimenticato come Manuel Poggiali.
Un gran manico che aveva vinto il titolo 2003( 250)
al debutto nella categoria.
Non ho mai capito pienamente come mai la sua
stella si sia offuscata in pochi,ma grandi, anni nel
vertice del Motomondiale.
Nei primi anni 2000 era sicuramente il più bravo
nelle piccole cilindrate con Dani Pedrosa.

    Mattia B.
    15:04, 30 novembre 2020

    se non ricordo male, perse un pò la direzione per causa di alcuni problemi familiari.
    Altro non si sà perchè, giustamente, è una persona molto riservata.
    Concordo che fosse uno dei talenti più puri di quel periodo.

      Max75BA
      21:14, 30 novembre 2020

      …effettivamente tre annate eccellenti 2001/3…chissà cosa gli è successo dopo???

      fzanellat_12215005
      15:50, 30 novembre 2020

      Nel mio precedente commento non mi ero dilungato,ma Poggiali aveva vinto anche un titolo in 125( 2001) e vicecampione nell’anno seguente.

      In pochi anni fu p

        fzanellat_12215005
        15:51, 30 novembre 2020

        *protagonista di ottime annate.

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