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Dopo 18 gare senza podio, dal GP di Austin 2019,
Valentino Rossi rimette i piedi sul tetto della MotoGP. Appena una settimana fa sembrava che la stagione 2020 fosse già da archiviare, irrisolvibile il problema con le Michelin fino a quando non avesse trovato uno stile di guida. E invece esce fuori che il vero nodo è all'interno del box Yamaha: lo sviluppo della M1 dettato da Maverick Vinales non piace al pilota di Tavullia. Il modo di guidare, il peso per l'altezza troppo differenti.
Dal ko al podio di Jerez
Dopo la prima gara stagionale e il ko tecnico per quel
motore in avaria, qualcuno aveva ipotizzato un ritiro volontario, in quanto esausto nella lotta per la top-10. Il problema accorso a Franco Morbidelli zittisce sul nascere queste insinuazioni. "
Prima di tutto, devo chiarire che non smetterei mai di correre finché la moto funziona, anche se mi trovo in un guaio grosso come una settimana fa. Chi mi accusa di queste cose non mi conosce".
Nei giorni precedenti alla gara
Valentino Rossi ha dovuto fare pressioni sugli ingegneri Yamaha, per chiedere un assetto totalmente nuovo e su misura. Buona parte del merito al suo team e al capotecnico David Munoz. "
La mia squadra mi ha aiutato incredibilmente. Perché mi hanno mostrato la luce alla fine del tunnel. Mi sarebbe piaciuto andare a casa giovedì sera... In realtà non volevo venire alla seconda gara. Ma venerdì mattina mi hanno dato una moto completamente diversa".
Il podio del riscatto
Ora che il podio è arrivato e ha dimostrato che buon sangue non mente,
Valentino Rossi proseguirà con le richieste a Yamaha. "
Deve darmi supporto perché faccio parte del team factory e il prossimo anno sarò con Petronas, quindi devono fidarsi di me. Forse non sono il più veloce in pista, ma posso divertirmi a correre. A volte devi combattere per certe cose e mi chiedo perché, ma siamo stati forti nel box, non abbiamo gettato la spugna e abbiamo fatto molta pressione sui giapponesi... Non cerco scuse, perché abbiamo un ottimo rapporto con Yamaha".
Con le nuove gomme Michelin
Valentino Rossi ha sempre sofferto in entrata di curva. Inizialmente avevano trovato un buon bilanciamento per la M1, poi i risultati sono venuti meno. Il pilota che vince detta l'evoluzione del prototipo, ma le linee guida di Maverick Vinales non si addicono al suo stile. Da qui una lunga serie di pessime prestazioni che hanno messo a dura prova il morale del nove volte iridato. "
L'anno scorso abbiamo avuto delle pessime gare, come a Valencia o Aragon. Ci guardavamo in faccia e ci mancavano persino le parole, pensavamo che forse era tempo di restare a casa, ma abbiamo già preso la decisione di correre l'anno prossimo. Ero un po' preoccupato perché non mi piaceva guidare ed è frustrante, perché soffro di questo problema da molto tempo. Dopo questo risultato - conclude il Dottore -
voglio insistere con Yamaha".[correlati]valentino rossi[/correlati]