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Proprio come in Honda, che ha presentato
le nuove ali sulle sue moto ufficiali durante il Gran Premio di Germania al Sachsenring, anche in
Yamaha si lavora molto alacremente. Dopo i test effettuati il lunedì successivo al Gran Premio di Catalogna, i piloti ufficiali hanno potuto utilizzare un cosiddetto acceleratore "elettronico", come fa la Honda da diverse stagioni.
Finora
Yamaha ha utilizzato un sistema misto che controlla solo due cilindri via cavo. Gli altri due sono controllati elettronicamente a seconda della posizione della manopola dell'acceleratore e di tutti gli altri sensori. Il responso ottenuto al termine delle prove lobere del Sachsenring non si è rivelato perfettamente risolutivo, avremo tempo per tornare sull'argomento.
Modifica molto più visibile, e già in parte viste, al parafango montato sulle moto di Valentino Rossi e Franco Morbidelli, sempre nelle prime prove del GP di Germania. Molto lavoro aerodinamico è stato fatto in quest'area, attraverso quattro modifiche: 1) ritaglio della parte superiore del parafango; 2) profilatura degli steli forcella; 3) realizzazione di una presa/uscita aria laterale che porta all'interno del parafango; 4) aggiunta di prese NACA sui bordi d'uscita verticali del parafango per creare mini-vortici.
Possiamo immaginare che
Yamaha abbia cercato di ottimizzare quest’area per migliorare due aspetti: velocità massima e raffreddamento. Ma sarebbe pretenzioso da parte nostra cercare di spiegare con precisione il come e il perché! Quindi ci limitiamo a rilevare la presenza di queste evluzioni, in attesa di informazioni più precise. Sarà anche interessante verificare se qualche squadra avversaria si adeguerà a queste scelte tecniche. Ma sarà interessante soprattutto osservre se queste modifiche verranno utilizzate sulle M1 di Yamaha Factory, cosa che per il momento non è avvenuta.
L'articolo originale su
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