Si è chiuso un
GP del Qatar difficile per SIC58 Squadra Corse. Stefano Nepa non ha avuto vita facile con un piede malconcio dopo un incidente, ma ha concluso la gara in 8^ posizione, appena dietro al compagno di squadra Luca Lunetta. Il pensiero di
Paolo Simoncelli però non va solamente ai suoi piloti. C'è il grande rischio corso da Jorge Martin nella gara MotoGP della domenica. Il pilota Aprilia non se l'è cavata con poco (
qui l'ultimo aggiornamento), ma poteva andare anche peggio, come un fatale incidente che tutti ricordiamo nel GP Malesia 2011...
Il commento di Paolo Simoncelli
"Lasciamo il Qatar grati, non per ciò che è successo ma per quello che non è successo". Il primo commento nel classico blog successivo ad un Gran Premio riguarda appunto quanto accaduto in MotoGP. Fabio Di Giannantonio era subito dietro a Jorge Martin, il primo pensiero a gara conclusa è stato accertarsi di non aver fatto del male al campione in carica. "Martin ne è uscito “quasi indenne” dopo essere caduto e poi investito. Fortunatamente è stato colpito dieci centimetri lontano dal punto di non ritorno" ha infatti commentato Paolo Simoncelli in proposito. "Non era il momento, non era destino, chiamatelo come vi pare... In quella manciata di centimetri ci stava la tragedia".
Tecnica e piloti
Un primo pensiero che invita il proprietario di SIC58 ad un'altra riflessione. "I cerchi ormai sempre più leggeri, per inseguire la performance a tutti i costi, si piegano, si danneggiano e ogni volta è un costo per i team" ha sottolineato Simoncelli. "Forse gli è stato dato il via libera con un po’ troppa leggerezza. Nati per proteggere, ma troppo spesso fonte di problemi hanno la loro parte di responsabilità". Non solo. "L’altra parte ce l’ha il fatto che i piloti oggi non hanno regole".
"Sanno che fuori dalla curva non c’è più la ghiaia, non c’è un burrone e diventa la “sagra del fuori pista”. C’è l’asfalto, e questo cambia tutto. Chi osa, non paga. Chi va lungo, torna in pista senza problemi. Chi non sbaglia mai… che vantaggio ha?" prosegue Simoncelli. "Continuiamo a premiare l’azzardo e a penalizzare la precisione. Lo dico da tempo: serve una regola chiara. Per esempio se esci ti becchi un secondo di penalità. Oppure si torna alla vecchia cara ghiaia. Dove sbagliare ha un prezzo. Dove ogni azione in pista pesa e insegna".
I piloti SIC58
Paolo Simoncelli commenta infine il GP disputato dai suoi ragazzi. "Le qualifiche restano la nostra spina nel fianco. Troppo indietro, troppo spesso, eppure finiamo quasi sempre nei dieci. Verrebbe spontaneo chiedersi, e se partissimo davanti? Ma le gare non sono matematica e le opinioni". Entra poi più nello specifico. "Nepa ha vissuto un weekend complicato" rimarca Simoncelli. "Dopo una brutta caduta, che ci ha un po' spaventato, è stato comunque dichiarato “fit” e con un piede malconcio, non ha mollato". Per quanto riguarda Lunetta, "È nella fase “vorrei, vorrei, vorrei”, come canta Olly. Ma il rischio è che chi troppo vuole… Oggi non lo vedo sereno e un pilota, per andare forte, deve essere leggero dentro. Se ci sono problemi fuori dalla pista, la pista se li prende tutti. Spero che i suoi lo aiutino a ritrovare quella serenità che l’anno scorso lo faceva spingere ma con leggerezza".