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MotoGP, la storia: Thunderbike Trophy, la classe della discordia

Thunderbike Trophy, la categoria che ha scatenato il conflitto tra Mondiale MotoGP e WorldSBK. Con una vita di sole due stagioni: eccone la storia.

28 dicembre 2020 - 11:14

Dal 1949, anno della prima edizione del Mondiale MotoGP, ad oggi possiamo contare un gran numero di categorie. Alcune nate fin da subito, altre più tardi, tra classi ormai scomparse e quelle che conosciamo oggi. Ce n’è stata anche una chiamata Thunderbike Trophy, ma possiamo chiamarla un esperimento visto che è durata appena due stagioni. Non senza una bella scia di polemiche di contorno tra Motomondiale e Mondiale Superbike. Siamo nella metà degli anni ’90, ecco la sua storia.

Le origini, con critiche 

È il 1995 quando il Motomondiale si arricchisce di una nuova categoria. Il suo nome è Thunderbike Trophy e si tratta di una competizione di livello europeo. Le sue caratteristiche? Le moto al via erano tutte da 600 cm³ con motori a quattro tempi con quattro cilindri. Come accennato inizialmente però, la sua nascita viene accompagnata da tante polemiche, per un motivo ben preciso. Era un campionato diretto concorrente dell’Europeo Supersport, esistente dal 1990 e con gli stessi modelli in pista, nonché parte del WorldSBK. Il tentativo di introdurre le derivate dalla serie nel Motomondiale era dunque un attacco diretto al concorrente Maurizio Flammini, gestore della Superbike.

Il riconoscimento e l’inserimento nel Mondiale 

La Federazione Internazionale cerca di placare gli animi nel corso di una conferenza a Ginevra nel 1995. La categoria viene riconosciuta e se ne autorizza l’inserimento nel Motomondiale. Diventa così la quinta classe del campionato, assieme a 125cc, 250cc, 500cc e sidecar. Il campionato quindi scatta con otto gare in programma: il campione è il tedesco Udo Mark su Kawasaki, con a referto tre vittorie, due podi ed un 7° posto come peggior risultato.

Ci sarà una seconda stagione, il 1996, sempre affiancando il Motomondiale negli appuntamenti europei. Vincitore della categoria è il pilota francese William Costes (Honda) con tre vittorie ed altrettanti podi (in nove gare) come risultati di rilievo. Attivi in questi due anni anche nomi come Ruben Xaus, Wilco Zeelenberg, Gregorio Lavilla, oltre ad un buon numero di italiani. Citiamo ad esempio Massimo Meregalli, vincitore del GP d’Italia al Mugello 1996.

L’epilogo

Come attività in pista non c’è altro da dire, visto che questo campionato dura solamente due stagioni. Questo il risultato del contenzioso tra la Federazione Internazionale e quella Italiana, che non voleva le derivate di serie nel Motomondiale. La categoria Thunderbike Trophy quindi sparisce, lasciando definitivamente spazio al già esistente europeo Supersport, mentre nel 1997 nasce il campionato con denominazione Supersport World Series. Due stagioni dopo ecco ufficialmente il Supersport World Championship che conosciamo attualmente.

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