Austin dal doppio volto per
Marc Marquez, può essere terra di conquista, ma anche pista maledetta. Nell'ultimo Gran Premio è accaduto come nel 2019, con il sei volte campione MotoGP finito sull'asfalto mentre era in testa con un comodo vantaggio. Per il pilota spagnolo della Ducati si tratta del primo zero stagionale, un ko che gli ha fatto perdere (momentaneamente) la testa della
classifica generale.
Marquez contro la sua ambizione
Non ha mai smesso di spingere al limite, anche quando aveva in pugno il GP. Forse è ancora una volta questo l'errore commesso dal fenomeno di Cervera, complice anche le condizioni della pista. Una gara preannunciata sul bagnato, tant'è che anche
la safety car si è schiantata contro un guardrail prima del giro di ricognizione. Poi in griglia di partenza è scoppiato il caos quando il #93 ha lasciato sul posto la sua Desmosedici con gomme rain per correre ai box e prendere la gomma con assetto da asciutto. La pioggia aveva smesso di fare capricci, ma i cordoli e le vie di fuga erano ancora insidiose. Aver oltrepassato anche solo un minimo la zona bianca ha condannato il pluricampione di MotoGP.
Marc Marquez ha ammesso il suo errore, però ricordando che questo è il suo punto forte e ciò che lo proietta oltre la media: cercare i limiti della pista. Nonostante il distacco sugli inseguitori, ha proseguito a spingere per aumentare il suo vantaggio. Ma proprio questo non gli ha concesso il tris di vittorie, dopo quelle centrate in Thailandia e Argentina. L'ambizione potrebbe ritorcersi contro e divenire la sua peggiore nemica, con Pecco Bagnaia che, sebbene sia una spanna dietro, potrebbe approfittarne in ogni occasione. Il suo obiettivo è diventare di nuovo campione del mondo di MotoGP. Ha dimostrato di essere capace, molto più di quanto forse l'intero paddock potrebbe immaginare, ma la chiave è la costanza.
Ne sa qualcosa Jorge Martin che ha conquistato il suo primo scettro iridato nel 2024, nonostante il maggior numero di vittorie (ma anche di cadute) di Bagnaia. Adesso Marc deve metabolizzare il fatto di non poter sfidare ripetutamente la fortuna. Del resto un primo campanello d'allarme è risuonato il venerdì, quando ha rimediato un high side, fortunatamente senza conseguenze. E nella Sprint ha preso un bello spavento quando ha salvato capra e cavoli con un salvataggio degno del suo curriculum.
Per tornare campione serve costanza
Lezione appresa? In teoria sì, ma è pur vero che l'adrenalina e l'ambizione hanno spesso preso il sopravvento nell'animo di Marquez. "Bisogna essere sempre all'erta e concentrati al massimo per cercare di non tradire la fiducia in se stessi, che è molto facile perdere dopo questo inizio di stagione e su un circuito in cui sei bravo", ha detto al termine dell'ultimo round MotoGP in Texas.
Un dato è certo: ora hanno una wild card in meno contro i rivali e la costanza è la chiave per questo lungo Mondiale. E proprio per questo motivo non c'è da allarmarsi. Questo errore al COTA "non è una tragedia" restano ancora 19 gare e il cammino è lungo. "Ho commesso un errore, sì, l'ho fatto, cosa farò? Domani inizia una nuova stagione perché ripartiamo da zero, quindi continueremo con la stessa dinamica, che finora ha funzionato molto bene per noi... Non ero Superman e non sono un disastro". Commettere certi errori fa male, ma lui guarda il bicchiere mezzo pieno: "Sono secondo in campionato, a un punto dal leader…".
Una volta ai box, c'è stato uno scambio di battute decisivo tra Gigi Dall'Igna e
Marc Marquez. Il direttore generale di Ducati Corse si è avvicinato personalmente al pilota spagnolo per ascoltare i suoi sentimenti e dargli un messaggio chiaro. "
Torna a casa un po'arrabbiato, ma resta calmo. L'importante è che tu sia molto veloce". Testa alta e mente rivolta già al prossimo Gran Premio del Qatar.