Jason Dupasquier

Jason Dupasquier, il nonno: “Ho subito capito che fosse grave”

La salma di Jason Dupasquier è ancora a Firenze, nelle prossime ore il rimpatrio. Parla suo nonno Robert. Messaggio sui social di Valentino Rossi.

1 giugno 2021 - 11:31

Sorens è un comune svizzero del Canton Friburgo che conta un migliaio di abitanti. Qui si trova il concessionario “Dupasquier Motos” gestito dalla famiglia di Jason Dupasquier, il 19enne morto all’ospedale di Firenze dopo l’incidente al Mugello. I suoi genitori, Andréa e Philippe, sono corsi in Toscana sabato sera per essere al suo capezzale, ma era già troppo tardi. Una famiglia appassionatissima di moto da diverse generazioni, anche suo nonno Robert era un pilota. Il settantenne vive sopra il negozio, rimasto chiuso lunedì, e ha appreso la tragica notizia domenica mattina.

Nonostante il dolore ha parlato di suo nipote al portale elvetico ‘Blick’. “Era un ragazzo molto carino, molto intelligente e comprensivo“, ha raccontato con le lacrime agli occhi. “Jason andava in moto da quando era piccolo. Suo padre ed io abbiamo anche corso in moto e non abbiamo mai avuto problemi, per così dire. È pazzesco che sia accaduta una tragedia del genere“. Era in piena ascesa agonistica, seguiva le orme del suo mentore Thomas Luthi, sempre a punti dall’inizio del campionato Moto3. Aveva iniziato ad andare forte per davvero. “Jason era sulla strada giusta. Ero orgoglioso di lui“.

Come i genitori del pilota, il nonno ha seguito in diretta TV le qualifiche. Jason Dupasquier ha riportato l’incidente fatale all’ultimo giro delle qualifiche. “Ho visto che era stato portato via in elicottero. Poi non ci sono state notizie subito, ma ho capito che era una cosa seria“. La salma del 19enne è attesa in Svizzera non prima di mercoledì: “Sarà allora che inizierà il peggio“. La famiglia attende il rientro in patria per l’ultimo saluto.

Il messaggio di Valentino Rossi

Nelle ultime ore anche Valentino Rossi ha voluto dedicare un pensiero al pilota del team Prustel. Non lo conosceva di persona, ma aveva notato il suo talento nel corso di questa stagione. “Quest’anno stava andando forte, si era ripreso da un brutto infortunio ma era costantemente nel gruppo di quelli veloci. Aveva uno stile aggressivo sulla moto, l’abbreviazione che si vedeva in tv di fianco al suo numero (JDU) mi ricordava il mitico Joey Dunlop“.

Dalle immagini tutti avevamo compreso che la situazione fosse grave, poi domenica a mezzogiorno la notizia che ha squarciato il paddock del Mugello. Jason Dupasquier è morto. “È stata durissima mettersi il casco e salire in moto, perché in un momento tutto perde senso e ti chiedi che cosa ci fai ancora li. Forse però il miglior modo di onorare e ricordare un altro pilota è proprio correre e cercare di dare il massimo. Ciao Jason – conclude Valentino Rossi -, riposa in pace“.

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