Il
primo round della stagione MotoGP 2025 è servito per stabilire una sorta di 'punto di partenza' in casa
Yamaha. In Thailandia s'è fatto ben notare Jack Miller, neo pilota Pramac, che però non ha avuto molta fortuna né nella Sprint (una caduta) né nella gara lunga (la carena che s'è aperta).
Giacomo Guidotti, il suo capotecnico, ci ha spiegato il fine settimana del pilota australiano, ma c'è stata l'occasione anche per fare il punto sulla M1, sui continui sviluppi, ma anche su quanto fatto finora da Dovizioso, per finire con un commento sull'
arrivo di Pirelli in MotoGP dal 2027. Di seguito la nostra intervista.
IL PRIMO ROUND MOTOGP 2025
Com'è andata in Thailandia?
Una pressione notevole, chiaramente per tutti era l'inizio dopo i preparativi invernali e c'erano tante aspettative. Il Gran Premio poi è andato più o meno come ci si aspettava, con tutte le difficoltà che impone quel tipo di condizione di caldo estremo. Ogni giorno cambiavano le condizioni della pista, quindi era un continuo 'switch'. Si prevede una stagione abbastanza impegnativa! [risata]
Ci fai un bilancio di questo primo weekend MotoGP dell'anno?
Venerdì non siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi, ovvero la Q2 diretta. La caduta all'inizio del primo run è stata determinante, quindi ha dovuto girare con la seconda moto con un assetto sperimentale. Sabato mattina Jack ha tirato fuori due bei giri in Q1 e Q2, ed è riuscito un po' a sorpresa a mettersi in seconda fila.
Nelle due gare Miller era miglior Yamaha! Peccato per i problemi...
Fin dall'inizio si è trovato abbastanza bene con la moto. Nei test a Sepang e in Thailandia è stato un crescendo di prestazioni. Uno dei suoi punti di forza è la frenata e quella moto, riguardo stabilità all'anteriore, è abbastanza buona per il suo stile di guida. Poi la pista di Buriram è solo frenate, diciamo così: le curve 1, 3, 4, 12 sono abbastanza stop&go. L'exploit potrebbe essere dovuto a quello, oltre al fatto di averci fatto i test. Certo ci fa essere ottimisti ma non ci fa dormire tranquilli, vediamo nelle prossime gare. Ad esempio quando andremo su piste con accelerazioni ed alte velocità, che hanno bisogno di più scorrimento, grip posteriore e trazione.. Sarà da ricentrare un po' il tutto.
La caduta nella MotoGP Sprint: un errore di Jack Miller o c'è altro?
Era in procinto di mollare quel mezzo secondo che gli avrebbe consentito di arrivare in fondo alla gara, sicuramente a punti. Ma, dopo un paio di avvertimenti, ha continuato a spingere perché pensava di starci, invece l'ha persa... Lui ha riconosciuto un suo errore, però l'ho "perdonato" perché ci stava provando e stava facendo un ottimo run, stava girando in 30.5, quindi stava andando forte. È andata così, ma alla fine ci sta.
Fabio Quartararo ha ammesso di essere rimasto colpito.
Stava girando dietro a Jack e ha detto che voleva tenere il passo finché ci riusciva, infatti anche lui è andato forte. Il giro dopo è caduto... Se si dava una calmata arrivava in fondo alla gara, ma sono quegli attimi che fanno la differenza. È stata comunque una preparazione per la gara lunga, ci siamo raccomandati che ascoltasse le reazioni della moto. Ma è successa un'altra cosa che ci ha guastato un piazzamento in top 10.
Avete poi capito le cause?
Sinceramente non sappiamo ancora di preciso, dopo il GP abbiamo solo raccolto i dati e fatto le foto all'oggetto incriminato, poi dovevamo impacchettare tutto per andare via. Sembra però un errore strutturale: si è sganciato un bottone del supporto carena che non avrebbe dovuto cedere. Tra l'altro poi la carena si è anche crepata perché a quella velocità ha fatto l'effetto paracadute, ha rischiato di rompersi del tutto. Fortunatamente non ha compromesso la gara, ma la moto ha perso di velocità di punta e chiaramente il pilota non era comodo a guidare... Sul finale s'è anche sportellato con Di Giannantonio e ha perso altre due posizioni. Alla fine però è andata bene.
Un altro problema è stato il gran caldo, segnalato da tutti i piloti MotoGP.
Anche Jack ha riportato delle bruciature, anche se non ustioni, alla gamba sinistra. Con la carena fuori posto, invece di sfiatare l'aria calda esternamente si concentrava sulla gamba vicino al punto della carena aperta, quindi s'è scaldato più del dovuto. Un problema che hanno avuto tutti alla fine.
Come sono andate le gomme?
Le anteriori hanno lavorato bene: nessuno ha usato la 1222D, la mescola più dura, tutti abbiamo scelto o la soft - la 1070H, che qualche stagione fa era la super hard - o la hard. La hard 1130H però in questo caso era la media nella scaletta delle mescole, una gomma diventata comune nelle piste con tanto caldo e molte frenate. C'è chi ha avuto qualche problema di bassa temperatura, ma abbiamo visto che l'ha saputo gestire! [risata] Qualcun altro ha avuto qualche problema in più di temperatura e pressione, guidando in scia si avvicinavano addirittura alle misure della posteriore! Riguardo la posteriore invece, tutti abbiamo usato la soft e la media al 50%: ci sono state microperdite di battistrada su quasi tutti gli pneumatici, ma senza nessun allarme. Il calo è stato quello classico delle gare lunghe, nel caso di Jack il lato destro della gomma ha sofferto meno del sinistro.
L'INIZIO CON YAMAHA
Dopo due test e un GP, che idea ti sei fatto della M1?
C'è ancora molto da scoprire, non abbiamo esplorato a fondo tutto a livello di messa a punto, guardando ad esempio a boccole di sterzo, tiro catena, i vari link della sospensione... Abbiamo fatto delle prove, ma pensando al Gran Premio. Sembra comunque una moto ben bilanciata, con un carattere particolare: dà molta fiducia all'avantreno, ma stiamo lavorando per migliorare il grip al posteriore e sull'ingresso in curva. Basta guardare le immagini di tutti i piloti, in frenata il posteriore è sempre in aria e non è certo ottimale frenare con una ruota sola. Un obiettivo è renderla più stabile in decelerazione, lavorare sul freno motore per una seconda parte di frenata più sotto controllo.
Un pregio o un difetto?
Direi più una caratteristica della moto. Per alcuni versi è anche un vantaggio, ad esempio quando il pilota lo utilizza come strategia di guida. Quando è la conseguenza di una grande frenata, quando vorresti che la ruota posteriore toccasse, diventa un punto debole. Chissà, più avanti potrebbe diventare una caratteristica che i piloti apprezzano! È tutto ancora da capire. Come detto, l'avantreno è senza dubbio un pregio: non so se per l'aerodinamica, il 4 cilindri in linea o la rigidezza dei vari componenti, ma la moto in frenata è forte.
Un difetto invece di questa MotoGP?
Non siamo ancora a posto con erogazione, controlli elettronici, grip meccanico e prima accelerazione a centro curva. Quest'ultimo è un campo su cui ci stiamo concentrando, una priorità.
Quali sono stati progressi dai test al primo GP?
L'affiatamento del gruppo, la conoscenza del pilota e della moto. Abbiamo lavorato alla messa a punto dell'elettronica su questo tipo di motore, con una caratteristica un pochino migliore rispetto ai motori che avevamo durante i test. In questo momento stiamo lavorando molto sulla ciclista, sempre per trovare quel grip che manca.
Prove continue quindi in Yamaha, sfruttando anche le concessioni.
In generale abbiamo tante cose in via di evoluzione, da capire però se sono migliorative o no. Le gare extraeuropee non sono le migliori per provare qualcosa, probabilmente da Jerez faremo un primo step. Anche l'elettronica è in continua evoluzione, non c'è un'omologazione come l'aerodinamica. I software li devi depositare, ma quanto apri e quanto chiudi è a discrezione tua.
Quanto aiuta un ex MotoGP come Dovizioso? Ricordiamo il suo lavoro in Ducati...
Dovi ha sviluppato tutto il discorso Ducati da prima dell'avvento dell'aerodinamica. Ha un database enorme ed è un aiuto importante. Non avrà la prestazione, ma ha l'esperienza che ci è necessaria. Ora conta capire come funziona il pacchetto e quindi i vari step da seguire. È molto sensibile e professionale, è la persona giusta per il progetto in questo momento.
LA MOTOGP E L'ANNUNCIO PIRELLI
Un parere: è solo l'inizio del dominio di Marc Marquez o arriveranno anche altri?
Sicuramente ci saranno piste in cui Marquez sarà un po' meno competitivo e altri lo saranno di più. Secondo il mio punto di vista Pecco Bagnaia sarà l'avversario numero 1, anche Jorge Martin, appena si rimette, farà parte della brigata dei top. C'è poi il gruppo degli altri ducatisti con KTM, Honda, Yamaha, che si contenderanno le posizioni più alte possibili. Il trenino di testa però sarà dei soliti noti, non mi immagino exploit inaspettati.
Che ne pensi del debutto MotoGP di Ai Ogura?
Non mi ha sorpreso, conosco il suo valore. In condizioni estreme, vista la sua corporatura, ha anche i vantaggi di Pedrosa per gomme e benzina, essendo un super talento anche lui lo vedo presto davanti. È un rookie e chiaramente avrà qualche difficoltà, ma sarà un pilota che arriverà a far parte del gruppo dei protagonisti. È un giovane super promettente.
Pirelli in MotoGP da 2027, che ne pensi?
Ho vissuto Pirelli in Superbike dall'anno zero: avevano fatto alcune stagioni con un team privato per lo sviluppo, poi è arrivato come monogomma nel 2005. Io allora ero in Suzuki, abbiamo vinto il Mondiale con Troy Corser. Diciamo che ho già vissuto quella fase. Mi fa piacere, dispiace anche per Michelin, che ha raggiunto un livello di prestazione molto alto, ma i cambiamenti fanno bene.
Qualcuno ha già criticato il monopolio delle gomme.
Se vogliamo guardare bene alla fine in MotoGP c'è il monopolio anche delle sospensioni: hanno tutti Ohlins, a parte KTM che ha WP. Brembo è un monopolio di freni in Formula 1, MotoGP e Superbike. È un discorso che non sta in piedi, il motorsport è pieno di fornitori unici. È vero che anche a me piacerebbe vedere più scelte, più differenze di marchi, ma diventerebbe molto difficile come gestione ed a livello di regolamenti. Il monofornitore è nato per quello. Certo è anche un'arma a doppio taglio, devi fornire un prodotto competitivo, che funziona.
In chiusura: dove vedi le Yamaha in Argentina?
Il nostro obiettivo è quello di puntare il più in alto possibile, ma dobbiamo anche scontrarci con la realtà. L'obiettivo minimo sarebbe la top ten prima in qualifica, arrivando quindi direttamente in Q2, per poi prendere punti in entrambe le gare. Ricordiamoci però che dobbiamo scontrarci con altri piloti che hanno i nostri stessi obiettivi!
Foto: Prima Pramac Yamaha MotoGP