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ESCLUSIVA Fabio Di Giannantonio: “Devo diventare più costante”

Fabio Di Giannantonio ha chiuso la sua prima stagione in Moto2 come miglior esordiente, con una pole e due podi. Ecco cosa ci ha raccontato.

6 dicembre 2019 - 10:04

Dopo un’ultima stagione in Moto3 chiusa come vice-campione del mondo, Fabio Di Giannantonio ha effettuato il cambio di categoria. Un esordio mai semplice quello in Moto2, ma ‘Diggia’ si è messo in evidenza in svariati Gran Premi, conquistando anche due podi. Tanti risultati di rilievo che gli hanno permesso di chiudere il 2019 in nona posizione iridata e con il titolo di Rookie dell’Anno. Nel 2020 ripartirà con un anno di esperienza in più, nuovamente nelle file di Speed Up Racing, a caccia di obiettivi sempre più ambiziosi.

Com’è andata questa prima stagione in Moto2?
È stata molto buona per i risultati ottenuti. Siamo sempre stati abbastanza veloci e di questo son molto contento e soddisfatto. Mi aspettavo qualcosa di più come risultato finale, ma tutto sommato è andata bene.

Hai conquistato anche i primi podi e la prima pole. Che significato hanno per te?
La mia prima pole nel mio primo anno in Moto2 è qualcosa di indescrivibile. Non mi aspettavo di essere così competitivo, pensavo di arrivare più o meno nei primi 10 durante l’anno. Di certo l’aver ottenuto una pole e 2 podi è qualcosa in più, che mi carica ulteriormente per la prossima stagione.

Sei Rookie dell’Anno 2019. Te l’aspettavi?
Non posso dire che non me l’aspettavo. Ho solo pensato a dare il massimo, alla fine è arrivato così. In un certo senso non me l’aspettavo, ma alla fine è diventato il nostro obiettivo.

Quali sono le maggiori differenze rispetto ad una Moto3?
Principalmente lo stile di guida, la moto è più pesante e più potente. Invece in Moto3 la potenza è relativamente poca e quindi si cerca di far correre la moto, tenere più velocità in curva, cosa che non puoi fare con la Moto2.

In cosa pensi di dove migliorare per l’anno prossimo?
Sicuramente devo cercare di essere più costante. Fa parte dell’essere un pilota vincente.

Come ti ha cambiato questo passaggio di categoria?
Son cambiato fisicamente: per guidare una moto più pesante serve più forza ed impegno fisico. È cambiato anche il mio approccio alle gare. Prima era più una strategia sulla bagarre: eravamo sempre tutti insieme in scia e bisognava trovare la strategia appunto per arrivare davanti agli altri. Adesso invece bisogna lavorare su se stessi e cercare di migliorare tutto. Quando sei in gara hai il tuo ritmo, dai il tuo massimo, e se non sei abbastanza veloce ti ritrovi indietro.

Qual è stata la tua gara migliore? Quale invece la peggiore?
La mia miglior gara è stata Brno, il mio primo podio. Son partito aggressivo, scattavo dalla seconda fila, e già nei primi giri ero subito secondo. La peggiore invece è stata in Malesia, sono caduto proprio quando non dovevo. Questa è la prima che mi viene in mente, magari ce ne sono anche altre.

Un bilancio dei primi test in ottica 2020.
Abbiamo completato una sola giornata, che è andata benino. Abbiamo provato un telaio nuovo che ha dei pro e dei contro. C’è da lavorare, è un po’ presto per parlare del 2020. Gli obiettivi saranno sempre quelli di crescere e migliorare per fare più podi possibili aumentando un po’ la velocità.

Hai disputato anche una giornata di test a Jerez con i piloti SBK. Com’è andata?
Con la Superbike è stato interessante. Le loro moto si usano in maniera un po’ diversa per via delle gomme che hanno e per la potenza che hanno. Girare con loro è stato interessante e divertente.

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