MotoGP, Valentino Rossi

Coronavirus, stop MotoGP: per Valentino Rossi una doppia beffa

Il Coronavirus ha messo in ginocchio il mondo dello sport. La stagione MotoGP 2020 rischia di essere annullata, per Valentino Rossi la più grande beffa.

21 marzo 2020 - 12:03

Il Coronavirus ha messo in ginocchio e, giustamente, in quarto o quinto piano la MotoGP e il mondo dello sport. Anche il dio calcio deve rassegnarsi e la data del 3 maggio avanzata dalla Lega è una ipotesi destinata a crollare. La Cina attualmente ha parzialmente risolto l’emergenza, dopo 2 mesi di coprifuoco, ma con un regime autoritario impensabile in Italia e in Europa. Alcune libertà individuali non potranno essere messe in discussione. Quindi è facilmente ipotizzabile che l’emergenza non verrà risolta prima dell’estate, nessuna prova conferma che il caldo farà rientrare l’epidemia. Per Valentino Rossi c’è il rischio di dover decidere se firmare o meno con Petronas SRT senza potersi mettere in gioco…

LO SPORT IN GINOCCHIO

Nei giorni scorsi anche Stuart Pringle, massimo responsabile del circuito di Silverstone, ha messo le mani avanti sul Gran Premio di MotoGP. La data prevista è il 30 agosto, al momento confermata. Ma ha già annunciato di essere pronto a rimborsare i biglietti già venduti, che la priorità è la salute dei cittadini. Parliamo di un evento di fine estate! Se da un lato Dorna, FIM e le delegazioni sportive di ogni disciplina lasciano in piedi qualche speranza, gli scienziati non seminano ottimismo. Secondo il virologo tedesco Jonas Schmidt-Chanasit, dell’istituto Berhard-Nocht di Amburgo, le competizioni calcistiche non riprenderanno fino al 2021. Da escludere anche l’ipotesi a porte chiuse.

Il presidente della Figc Gravina, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, apre ad altri scenari. Ben diversi dalla ripresa del campionato di calcio. “Congelare la classifica; non assegnare i titoli; cercare di trovare una modalità per salvaguardare la competizione sportiva, tra le prime 4 ad esempio della Serie A o chi può avere titolo. Cercare di non disputare, se non sarà permesso, ogni partita, ossia finisce qui il campionato e lì bisognerà capire il da farsi“. Del resto il picco è previsto solo per metà aprile e quando riusciremo ad arrivare a “zero contagi” dovremo fare i conti con l’ondata di ritorno. Soprattutto con chi arriva dall’estero.

STAGIONE 2020 A RISCHIO ANNULLAMENTO

Il mondo guarda a Wuhan e al modo in cui sta affrontando l’emergenza Coronavirus. Oggi chi arriva dall’estero, anche se asintomatico e apparentemente sano, deve fare una quarantena di 14 giorni in un luogo indicato dalle autorità, a proprie spese. Ammesso che basti a frenare il ritorno dell’epidemia, si dovrà replicare questo modello in Italia? Che cosa succederà dell’Europa di Schengen, almeno fino a quando non ci sarà una vaccinazione di massa, prevista non prima di un anno? Scenari sconcertanti che fanno calare il sipario sul mondo dello sport per la stagione 2020.

La MotoGP non sarà da meno, salvo “exit-strategy” non ancora in conto. Michele Zasa, responsabile della Clinica Mobile, parla di Terza Guerra mondiale. La storia insegna che certi scenari durano almeno alcuni anni. Quando tutto sarà finito ci sarà da fare i conti con una crisi finanziaria senza precedenti. La soluzione definitiva sembra essere un vaccino ma, nonostante una corsa da parte delle migliori menti scientifiche, non potrà arrivare in tempi brevi. Sarebbe una bella beffa per tutti i piloti, in particolare per Valentino Rossi, che non potrebbe disputare la sua ultima stagione nel team factory. Una ipotesi che ci auguriamo venga smentita nei prossimi mesi.

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