Pedro Acosta come Pecco Bagnaia: no al sistema radio in MotoGP

MotoGP
sabato, 14 settembre 2024 alle 18:00
pedro acosta 1
Dopo il doppio podio ad Aragon, a Misano Adriatico i risultati finali sono stati diversi per Pedro Acosta: sesto posto nella Sprint e diciassettesimo nella gara. Nella manche di domenica stava lottando per il terzo posto con Franco Morbidelli quando è caduto al quarto giro. Poi è riuscito a risalire sulla sua RC16, però si è ritrovato in fondo e quindi addio a un possibile buon risultato. Qualche rimpianto, però anche la conferma di essere tornato competitivo. E pure il test di lunedì, concluso col quarto tempo, è stato positivo.

MotoGP, Acosta contento del test a Misano

Il rookie MotoGP ha effettuato 77 giri nel test, lavorando sia sul 2024 sia in ottica 2025: "Sono molto soddisfatto. Abbiamo provato molte cose che ci aiuteranno nei prossimi round del campionato. Vedremo se otterremo degli aggiornamenti presto. Abbiamo testato molto anche per il prossimo anno, ma avevo bisogno di migliorare anche in alcune aree - incluse le combinazioni elettroniche - che mi aiuteranno per il resto di questa stagione. Avevo tre moto nel box, quindi c'era tanto lavoro da fare. Era la prima volta che vedevo questo".
Acosta e il team GASGAS Tech3 hanno fatto un passo indietro per quanto riguarda il setup della RC16. Avevano preso una direzione sbagliata dopo delle prime gare molto positive, ad Aragon si è deciso di tornare a una moto più simile a quella di inizio stagione. Ripartire da lì ha portato dei benefici, ora c'è una buona base sulla quale poter costruire nuovi miglioramenti. E il test a Misano è stato utile.

Pedro e i team radio

Al due volte campione del mondo è stato chiesto anche del sistema di comunicazione radio box-pilota che anche nel test a Misano è stato sperimentato. Non lo convince affatto: "Non credo molto in queste cose, non mi piacciono. Mi piace essere da solo e pensare alle mie cose. Ho provato questo sistema in Qatar. Alla fine, se è dentro il casco puoi dire quello che vuoi, ma se c'è qualcosa di esterno che tocca la tua testa... Ok, non tante volte succede qualcosa, ma può succedere. La testa è una cosa importante. In F1 hanno un cavo che arriva all'orecchio e lì è più difficile prendere colpi alla testa, noi dovremmo utilizzare qualcosa che entra nel casco, ci tocca la testa e spinge su un osso. Non mi piace".
Pedro, come Pecco Bagnaia e altri piloti, ritiene che avere un sistema radio possa essere pericoloso. La sicurezza è un tema sempre fondamentale ed è normale che ci sia scetticismo sull'eventualità di introdurre i team radio in MotoGP, anche perché la sensazione è che si spinga per questa novità più per questioni di show (far sentire le comunicazioni tra box e pilota, esattamente come in F1) che per una effettiva necessità.
Foto: Marco Lanfranchi

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading