I più cattivi lo chiamavano "il cimitero degli elefanti" anche se nel Mondiale
MotoE , in realtà, gareggiavano pure tanti piloti under30. Di solito, però, correvano con le elettriche quelli che non trovavano posto in campionati più prestigiosi. I piloti andavano a svernare, come fanno i bagnini o i pensionati quando vanno alle Canarie. Andavano in MotoE a fine carriera o in attesa di tempi migliori, aspettando e sperando di ricevere una chiamata per gareggiare magari in Moto2 o nel WorldSSP. Il campionato non aveva un gran seguito ma si svolgeva comunque nell'ambito del Motomondiale quindi c'era la possibilità di restare in qualche modo nel "giro". Probabilmente pochi hanno realmente amato la MotoE ma questo campionato piaceva per motivi economici.
Molti, soprattutto nelle prime edizioni, hanno incassato delle cifre importanti. Tra dover pagare per correre ed essere pagati per gareggiare c'è una bella differenza. Qualcuno non guadagnava ma non spendeva, altri dovevano portare un piccolo contributo al team ma bazzecole rispetto a quanto viene richiesto in altri campionati. Ed ora? Che fine fanno? I piloti "disoccupati" andranno a correre con i Baggers, presenti dal 2026 nel paddock del Motomondiale?
"Evidentemente la MotoE di adesso non è il futuro, sono venuti a meno gli sponsor e l'interesse - commenta Lorenzo Baldassarri -
Dal 2026 ci saranno i Baggers. In America stanno riscuotendo molto successo. Magari questa nuova categoria potrebbe avere un bel seguito tra gli appassionati. Io al momento la vedo come una cosa un po' strana, particolare... Personalmente non so cosa farò nel 2026, ci sta lavorando il mio manager". Dal paddock del Motomondiale a quello della Superbike
Pare che diversi piloti di
MotoE stiano cercando una sella nel Mondiale Supersport ed il Team Principal di MotoZoo Me Air Racing, Fabio Uccelli, non smentisce questa voce.
"Credo che sia la scelta più sensata cercare un posto nel WorldSSP. Altrimenti dove vanno? Se uno non riesce a trovare posto in Moto2, che fa? Va nei campionati nazionali? Quali prospettive può offrire il CIV quando perfino un pilota come Alessandro Delbianco, che ha dominato in Superbike, non riesce poi a trovare posto nel Mondiale? Il fatto è che per i piloti di MotoE, in particolare per quelli che non hanno mai corso in Supersport, è difficilissimo trovare le stesse condizioni economiche che avevano nelle elettriche. Dubito che i team se la sentano d'investire delle cifre notevoli per far correre piloti che non conoscono il campionato e le moto. Io almeno non me la sentirei di prendere un ex MotoE a scatola chiusa. Un conto è se ha già corso in Supersport, come ad esempio Mattia Casadei, in quel caso è diverso. I piloti, almeno il primo anno, dovrebbero essere disposti ad investire su se stessi, contribuire alle spese per poi guadagnarsi sul campo un buon contratto con un team del Mondiale Supersport".