La Honda resta in alto mare nello sviluppo della RC213V. Il miglior pilota del marchio in classifica MotoGP è Joan Mir (18esimo) con appena 13 punti, seguito da Johann Zarco (19esimo) a quota 9, mentre Taka Nakagami ne ha raccolti 8. Complicato l'adattamento di Luca Marini con la moto dell'Ala dorata: l'ex pilota VR46 resta ancora a zero punti. Intanto HRC deve fare i conti anche con il mercato dopo i malumori del campione maiorchino.
Mir verso l'addio alla Honda
Joan Mir ha lasciato intendere da tempo di voler cambiare bandiera, i risultati tardano ad arrivare e le incertezza sulla prossima stagione restano. Poche le possibilità di approdare in un team factory, il suo peso nel paddock è calato dopo l'ultimo biennio in salita. "Se lascio la Honda è vero che ho fallito con questo progetto e ovviamente non lo voglio. Ma non posso aspettare per sempre", ha chiarito all'indomani della gara al Mugello. Per ora nulla trapela sulle trattative dietro le quinte, anche se Trackhouse (dove riabbraccerebbe Davide Brivio) potrebbe essere una valida soluzione. "Sono sicuro che avremo buone opzioni. Perché con una buona moto so di cosa sono capace. Non saprei dove andare se potessi scegliere. Voglio essere sicuro che la decisione che prenderò mi renderà felice in futuro".
L'evoluzione continua con Zarco
Intanto in fabbrica e ai box tecnici e piloti insistono sull'evoluzione della RC-V. La partenza di
Marc Marquez ha forse tolto le residue certezze e costretto la Casa giapponese a fare i conti con la nuda realtà. Ultima nella classifica costruttori della MotoGP, l'ingresso nella Top10 è avvenuto solo a Jerez. Con l'arrivo dell'estate non s'intravedono ancora aggiornamenti utili per compiere l'attesissimo step in avanti, da qui la decisione di Mir di migrare altrove. Chi invece resterà sicuramente in orbita Honda è Johann Zarco, oltre a Luca Marini, legato da un altro anno di contratto.
L'alfiere di Cannes sta facendo gli straordinari per dare un valido contributo alla crescita del prototipo. Ma si continua a soffrire per la mancanza di grip e per i problemi in entrata di curva. "
È fisicamente difficile", ha rivelato Zarco, a causa di una moto molto più pesante, instabile e difficile da guidare rispetto a quella che era il cavallo di battaglia di
Marc Marquez fino al 2020. "
Non puoi più combattere con il tuo corpo". In ingresso curva bisogna
"fare cose estreme che ti stancano. In una gara c'è un momento in cui devi ripetere gli stessi movimenti e trovare il tuo ritmo e se lo fai diventi troppo lento. Hai bisogno di un stile di guida estremo".
Il fenomeno di Cervera riusciva nonostante tutto a racimolare qualche podio nonostante le difficoltà tecniche della Honda. Diversamente quest'anno, dove tutti e quattro i piloti restano annichiliti nelle retrovie. Johann Zarco ritiene che la partenza del pluricampione abbia qualche effetto positivo, dato che gli ingegneri non sono più focalizzati solo sul singolo pilota. "Non siamo tutti come Marc, ma a volte è meglio non essere come lui quando si sviluppa la moto, perché si vedono meglio i problemi. Quasi nascondeva troppo i problemi con le sue capacità".
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Foto: Instagram Johann Zarco