Marc Marquez ha vinto la
tredicesima sprint race in quattordici gran premi disputati. L'unica non finita nelle sue mani è quella corsa a Silverstone, dove è arrivato secondo alle spalle del fratello Alex. Il pilota del team Ducati Lenovo sta confermando la sua superiorità anche al Balaton Park Circuit, dove ci sono tutte le premesse per la settima doppietta sprint-gara consecutiva. In
classifica generale MotoGP sta prendendo sempre più il largo, impensabile immaginare un campione diverso da lui in questo 2025.
MotoGP Ungheria, Marquez: dominio incontrastato
L'otto volte campione del mondo ha parlato a DAZN España dell'incredibile feeling che sta avendo con la Desmosedici: "La moto funziona, mi sento a mio agio. È vero che con l'anteriore non c'è tanta agilità , bisogna approcciare la frenata in modo diverso rispetto alla Honda, ma soprattutto bisogna usare la potenza in uscita, e quando la si usa bene, è lì che si fa la differenza con la Ducati".
Parlando della sprint race di oggi in Ungheria, Marquez afferma che gli altri piloti ducatisti abbiano beneficiato dei suoi dati per fare dei progressi: "Ho tenuto il ritmo che potevo, o quello che vedevo che andava bene. Ovviamente le altre Ducati si sono avvicinate. Credo che abbiano visto cosa stavo facendo di diverso dalla FP2 alla Sprint, perché ho cambiato parecchie cose rispetto a ieri, e la squadra mi ha aiutato anche elettronicamente. Condividiamo tutto, questo li ha avvicinati molto, rendendo sia Di Giannantonio che Morbidelli più veloci.".
Marc non vuole rilassarsi
Sembra riuscire tutto facile all'ex pilota Honda, che però evidenzia l'aspetto più complicato della sua situazione: "Fin dal primo giro mi sono sentito a mio agio, frenavo e curvavo nel punto giusto, quando hai quel margine è tutto molto più facile. La parte difficile è concentrarsi e restare concentrati, quindi a cinque giri dalla fine ho aumentato ancora un po' il ritmo per vedere dove potevo arrivare e come si sarebbe comportata la moto domani. Sono contento".
Un fenomeno come Marquez ha il talento e l'esperienza per gestire tutto. Avendo un grande margine in classifica, non ha neppure la necessità di forzare e di prendere grandi rischi. Certamente, è un cannibale che vorrebbe vincere sempre, però non intende andare oltre un determinato limite quando non è necessario. Finora nessuno lo sta impensierendo davvero, quindi sembra tutto semplice da fuori.
Foto: Dorna MotoGP