Cos'è successo a Marco Bezzecchi quest'anno? Matteo Flamigni, suo capotecnico nel triennio MotoGP 2022-2024, spiega un problema specifico che non ha permesso al suo pilota di performare come avrebbe voluto. Un vero peccato, visto che questo binomio aveva decisamente fatto vedere tante belle cose nelle due annate precedenti. L'anno prossimo c'è una nuova sfida all'orizzonte per entrambi: Bezzecchi sarà pilota ufficiale Aprilia, mentre Flamigni aprirà un "secondo capitolo" da capotecnico in MotoGP, una nuova sfida accanto a Franco Morbidelli. Abbiamo avuto modo di sentirlo per parlare del campionato appena concluso, oltre che per sapere come si valuta nella nuova veste indossata appena tre anni fa!
Matteo Flamigni, che bilancio fai della stagione MotoGP 2024?
Eravamo partiti con delle aspettative più alte rispetto a quello che poi s'è visto durante la stagione. Diciamo che l'extra grip fornito dalla gomma posteriore ha un po' vanificato tutti quelli che erano stati gli sforzi fatti per cercare di migliorare. A Marco è venuta a mancare quella facilità di guida che lo contraddistingueva, aveva perso quello che era stato il suo punto forte.
Più nello specifico?
La velocità di inserimento in curva. Ha fatto più fatica a far girare la moto, che è diventata un po' troppo sottosterzante, quindi per curvare bene doveva rallentare un po' troppo. Ci siamo quindi trovati a dover combattere con questo extra grip della gomma posteriore, fondamentalmente è stato quello che ci ha penalizzato per tutta la stagione. Meno in alcune gare, ma il problema è rimasto sempre quello.
Solo questo o anche qualche problema di adattamento alla GP23?
Sinceramente della moto non ho molto da dire, nel senso che è nata per migliorare il grip posteriore. Ma queste gomme hanno fatto sì che il pacchetto diventasse meno performante di quello che poteva essere. Con le gomme del 2023 la GP23 performava molto bene, infatti Marco nei test a Valencia aveva fatto 3°. Con le gomme del 2024 invece s'è creata questa situazione e da lì c'è voluto un po', anche perché subentra una demoralizzazione generale. Spunta un problema e non è detto che si riesca a risolverlo, quindi devi conviverci.
Un peccato, visto che ripartiva dal 3° posto in MotoGP generale nel 2023.
Quest'anno Marco ha lavorato molto su se stesso, sul suo stile di guida, per cercare di migliorare questa fase. Ha fatto delle belle gare con quarti e quinti posti, vicino al podio, senza però riuscire a colmare quel problema, né lui né noi, mi ci metto anche io. Ho visto però che tutti quelli che avevano la moto 2023 hanno faticato, tranne uno. Poi subentrano anche delle caratteristiche di guida, le peculiarità di ogni pilota. Marco è stato molto penalizzato da questa situazione.
Ne ha risentito anche a livello di motivazione, o è stato quasi uno stimolo in più?
Inizialmente c'è stato uno stupore in negativo per tutti. In seguito lui è stato molto, molto bravo a mettersi a lavorare e a darci le indicazioni giuste per poi riuscire da metà stagione in poi a performare molto meglio. A Misano o in Indonesia avrebbe potuto fare il podio, non è arrivato ma era lì.
Un podio è arrivato, curiosamente su un circuito sul quale non l'aveva mai ottenuto in MotoGP.
Vale doppio allora! [risata] È stato inaspettato, perché comunque faticavamo già. Evidentemente però gli altri faticavano di più e Marco è stato bravo a cogliere l'occasione. Purtroppo, come si dice, una rondine non fa primavera... Quel podio è stato fine a se stesso, non siamo più riusciti a ripeterci.
L'anno prossimo Marco Bezzecchi sarà in Aprilia. Come vedi questo cambio?
Per qualunque pilota, approdare in una casa come pilota ufficiale è il sogno di sempre, ce l'hanno fin da bambini. In questo caso si è fatta avanti Aprilia e credo che Marco abbia fatto le dovute considerazioni, scegliendo di intraprendere questa strada. È un po' l'obiettivo della VR46 Academy, portare i propri piloti nei team ufficiali: Marini in Honda, Bezzecchi in Aprilia, Bagnaia in Ducati, Morbidelli prima in Yamaha factory e poi in Pramac ma con una Ducati ufficiale. Se i nostri piloti vengono scelti vuol dire che lavoriamo bene.
Che prima impressione ti ha fatto sulla Aprilia MotoGP?
La Aprilia è una moto che su molte piste ha performato molto bene, su altre meno. Credo che sia una moto con cui Marco può fare bene: ha delle caratteristiche, soprattutto all'avantreno, che possono dargli quel feeling a centro curva che lui sta cercando. Sono davvero curioso di vedere cosa possono fare sia lui che Jorge Martin: adesso i piloti ci sono, vedremo veramente il valore della moto.
Visto il rapporto tra te e Bezzecchi è stato un addio doloroso, giusto?
Quando Marco è arrivato in MotoGP, sia lui che io eravamo due rookie. Lui arrivava in una nuova categoria, io da telemetrista diventavo capotecnico. C'era questa situazione un po' inusuale e quindi s'è creata questa collaborazione per aiutarsi a vicenda, cercare di performare bene... Dimostrando che il mio passaggio a capotecnico era giusto, così come il suo dalla Moto2 alla MotoGP. Entrambi avevamo obiettivi molti alti, di conseguenza s'è creato un bellissimo rapporto di stima reciproca. Lui s'è fidato tantissimo di me da subito e io ho cercato di trasmettergli tutto quello che sapevo, tutto quello che avevo imparato da Valentino... Un feeling molto particolare. Sono sicuro che l'amicizia rimarrà. Sì, un addio doloroso, ma per entrambi ci sono molte sfide da affrontare: sarà in Aprilia ufficiale, una grande occasione di crescita, e sono contento per lui.
Flamigni e Morbidelli nei test MotoGP a Barcellona
Per te si chiude un "primo periodo" in MotoGP, il primo da capotecnico. Come ti valuti?
Non vorrei peccare di "immodestia", ma lo valuto molto positivamente: mi darei un 8. Al mio primo anno da rookie abbiamo vinto il titolo di Rookie dell'Anno con un pilota al debutto. L'anno scorso abbiamo fatto terzi nel Mondiale con tre vittorie e 11 podi. Devo dire che quello che avevo visto fare ai miei colleghi in passato mi è stato utile, ero stato bravo a carpirne l'importanza, i segreti, le procedure, le metodologie di lavoro... Se devo dire la verità, lo valuto molto positivamente.
Nonostante questo 2024 un po' più complesso?
Anche quest'anno, in cui abbiamo faticato più del normale, lo considero importante per la comprensione di certi fenomeni, di certi aspetti che quando vinci tendi a sottovalutare. Soltanto negli anni difficili e nelle sconfitte si impara qualcosa. Anche quest'anno quindi lo reputo comunque positivo.
Qual è stato finora l'aspetto più difficile da capotecnico? E il più bello?
A differenza del mio lavoro di prima, adesso devo gestire 6-7 persone. Questo vuol dire che devi orchestrare il lavoro, dare delle tempistiche, delle metodologie, delle procedure, degli ordini. Il più bello... Mentre prima mi occupavo solo di una parte, da capotecnico mi sento più responsabile del successo del pilota. Ti senti più parte in causa perché sei tu che hai deciso quella gomma da mettere, quella modifica al telaio, non qualcun altro. Ti senti maggiormente partecipe e artefice del bel risultato, lo senti più tuo.
Cosa senti di aver insegnato a Bezzecchi? Invece cosa ti ha insegnato lui?
Più che insegnarmelo me l'ha ribadito: non bisogna mai mollare! Bisogna crederci sempre, lavorare a testa bassa... Io gliel'ho sempre ripetuto, ma lui me l'ha sempre dimostrato. Anche i quarti e quinti posti sono frutto di quella tenacia, di quel non mollare mai nonostante le circostanze della prima parte di stagione. Quello che io ho insegnato a Marco... Forse è un metodo di lavoro. Gli ho insegnato a credere in se stesso, ad essere sicuro delle proprie scelte.
Nel 2025 inizia il "secondo periodo" da capotecnico in MotoGP. Quali sono le aspettative?
Inizialmente mi aspetto di avere un periodo di conoscenza reciproca col pilota, i test di febbraio serviranno proprio a questo. Conosco Franco come persona da una vita, ne ho una grandissima stima, e avrà la stessa moto che ha usato quest'anno, quindi ci sarà continuità a livello tecnico. Si tratterà poi di ricreare quella magia che poi fa la differenza in pista: poca pressione, divertirsi, cercare di fare il meglio possibile. Già ai test a Barcellona comunque ho avuto un'ottima sensazione, l'approccio è stato positivo. Franco, a differenza di Bezzecchi, non è un rookie ma ha già una sua personalità: si tratterà di unire il buono del suo metodo col buono del mio.
Che cosa manca a Morbidelli per tornare ad essere quello del 2020?
Secondo me nel nostro team può ritrovare quegli ingredienti che gli sono mancati in questi anni. Troverà una famiglia, un gruppo affiatato che si prodigherà al 100% per lui, che crede in lui. Deve ritrovare un po' di quella serenità che non ha avuto in questi ultimi due anni. Prima in Yamaha tra l'infortunio al ginocchio e una M1 che non performava, poi quest'anno arrivava da un infortunio di inizio stagione abbastanza importante. Da noi secondo me può ritrovare quella voglia di guidare divertendosi che non ha più da qualche anno. Quella farà la differenza.
Non sarebbe male rivedere Morbidelli in alto, no?
Assolutamente, sono lì apposta. È la mia sfida del 2025!