MotoGP, Ing. Manganelli: "Albesiano è la visione globale che Honda cercava"

MotoGP
mercoledì, 12 marzo 2025 alle 19:00
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La MotoGP è sbarcata in Argentina per il secondo appuntamento Mondiale (qui gli orari). L'apertura in Thailandia ha sollevato interessanti temi tecnici che abbiamo approfondito con l'ingegner Mario Manganelli, ex motorista Aprilia, KTM e Mercedes AMG Formula 1. Uno dei più rilevanti è il timido risveglio che abbiamo apprezzato sul fronte Honda HRC. La passata stagione Mir, Marini e Zarco erano ancorati sul fondo della classifica, mentre a Buriram la RC216V ha evidenziato sprazzi incorraggianti. Johann Zarco ha concluso il GP al settimo posto, niente male anche se in un gara condizionata da condizioni ambientali estreme, il divario dalla Ducati resta ampio (quindici secondi). La cura di Romano Albesiano, ex Aprilia e nuovo direttore tecnico HRC, sembra dare i primi frutti. L'ingegnere Mario Manganelli ha lavorato per anni a fianco di Albesiano in Aprilia, per cui è in grado di fornirci un punto di vista privilegiato. L'intervista completa su CorsedimotoTV, accessibile direttamente qui sopra.

Albesiano e una missione non banale

L'ingegnere torinese da qualche mese dirige il reparto corse tradizionalmente più ermetico del pianeta lavorando con tecnici in gran parte giapponesi, ma anche di altre nazionalità. Mangelli è stato responsabile power unit Mercedes AMG nella factory di Brakley per cui ha sperimentato personalmente questo tipo di difficoltà linguistica e culturale. "Per quanto si possa parlare bene l'inglese, non è facile discutere di dettagli tecnici così delicati, considerando che nel caso di Honda HRC anche i giapponesi si interfacciano con Albesiano in una lingua che non è la loro." Ma in ogni caso, a giudizio di Manganelli, il collega ha la visione globale del veicolo che in Honda serviva.

Yamaha V4, quando lo vedremo correre in MotoGP?

Manganelli ha parlato diffusamente anche di altri temi del momento. Ducati ha deciso di omologare per i piloti factory (Bagnaia, Marquez e Di Giannantonio) il propulsore '24, con qualche aggiornamento, prendendosi un rischio perchè, secondo Manganelli, "non potranno cambiare specifica fino al termine del Mondiale '26, mentre Yamaha e Honda con le concessioni tecniche potranno fare sviluppo e tentare di recuperare terreno". Inoltre l'ingegnere ci ha dato anche dettagli sul motore Yamaha V4 spiegandoci perchè ancora non ha debuttato nel Mondiale. "E' molto differente dal 4 in linea, serve riprogettare l'intero veicolo, un'operazione non banale". Ma è probabile che non dovremo aspettare tanto a lungo per sentire il primo ruggito del nuovo propulsore sulle piste della MotoGP. L'intervista completa nel video.

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