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Il campionato della MotoGP è finito nell'occhio del ciclone dopo le ultime gare contrassegnate da incidenti e decisione dubbie da parte della Race Direction. Il direttore generale della Dorna, Manel Arroyo, prova a fare un po' di ordine nel caos delle polemiche. L'incidente tra Johann Zarco e Franco Morbidelli ha fatto il giro del mondo, con le moto che hanno sfiorato
Valentino Rossi di pochi centimetri. Il campione di Tavullia può considerarsi un miracolato da questo momento in poi della sua vita... ma era giusto trasmettere quelle immagini migliaia di volte in tv e sul web?
Cal Crutchlow è stato il primo ad alzare la voce contro questo fenomeno mediatico "morboso". Ricorda un po' quanto successo nel 2015 tra
Valentino Rossi e Marc Marquez a Sepang, quando la caduta dello spagnolo venne ritrasmessa all'infinito per settimane. "
La squadra di produzione è composta da un gruppo di persone in cui ci sono giornalisti, registi, ci sono anche io - spiega Arroyo ad 'AS' -.
E non seguono criteri diversi da quelli usati in altri sport in situazioni simili. Tutto può essere migliorato, senza dubbio, e ogni giorno impariamo, ma al momento non abbiamo grosse lamentele da parte delle persone a cui lo sport è diretto in televisione perché capiamo che qualcosa andrà più o meno bene".
Le immagini trasmesse in TV
Dorna sta però prendendo in considerazione le lamentele dei piloti e dei team manager, anche in merito alle moto "nude" dopo un incidente. Perché in certi casi possono emergere alcuni segreti tecnici dietro cui si celano ore di lavoro e investimenti. In merito ad un incidente ci sono dei consigli di massima da seguire. "Al cameraman viene chiesto di seguire la moto e non il pilota... Quello che succede è che a volte la telecamera non riesce a discernere perché decide in poche frazioni di secondo. Ma l'istruzione per le cadute è, quando possibile, seguire la moto".
L'obiettivo degli organizzatori della MotoGP, alla pari dei piloti, è di evitare immagini che diventino morbose. "Personalmente non mi piace fare il giro del mondo a causa dell'incidente o della lotta tra Rossi e Marc. Voglio che il mio sport cresca perché dal punto di vista sportivo è molto interessante, ed è così. Lo sport cresce perché quello che fanno questi ragazzi è brutalmente fantastico. Non mi piace crescere per momenti di polemica o per una certa curiosità. Quello che succede è che non posso evitarli, perché non è in mio potere. Se le TV o il web le ripetono, le ripetono e le ripetono, non posso fermarle".
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