La stagione MotoGP entra nella fase finale con le ultime quattro gare da disputare.
Jorge Martin è il leader del Mondiale con 10 punti di vantaggio su Pecco Bagnaia, la sfida continuerà in Australia, Thailandia, Malesia e Valencia. Sarà una competizione al limite, dove ogni punto sarà decisivo e che probabilmente avrà un vincitore solo nell'ultimo Gran Premio. Nel 2023 a vincere fu il pilota piemontese, adesso l'asso del team Pramac ha qualche carta in più.
La pressione dei GP
Negli ultimi mesi si è spesso sentito parlare di un Jorge Martin cresciuto psicologicamente, oltre che tecnicamente. Il feeling con la Ducati Desmosedici è cresciuto notevolmente in questo campionato, ma il vero step in avanti Jorge Martin l'ha compiuto mentalmente. Nel weekend di MotoGP a Motegi ha parlato con 'Marca' di questo aspetto, svelando alcuni retroscena inediti del suo carattere. In un duello al limite, dove un minimo errore può spostare l'ago della bilancia, il fattore stress può giocare brutti scherzi.
In Giappone, ad esempio, Martinator ha commesso un errore
nella Q2, con una caduta che lo ha condannato a partire undicesimo in entrambe le gare. Ha risposto in maniera impeccabile, conquistandosi il quarto posto nella MotoGP Sprint e il secondo nella gara domenicale. "
Alla fine la teoria non mi serve. I weekend sono molto difficili, c'è molta pressione. Noto che a volte si commettono errori di concentrazione proprio perché si ha quella pressione".
Una lotta con l'io
Jorge Martin ha confessato di lavorare affinché quest'ansia non lo travolga, ma non è per nulla facile. Ad affiancarlo e aiutarlo ci sono gli affetti familiari, come la fidanzata Maria, che lo segue ovunque, suo padre Angel, gli uomini del team, su tutti Gino Borsoi e Fonsi Nieto. "È complicato, cerco di concentrarmi molto sulle mie sensazioni in moto. Quando scendi dalla moto c'è tanto rumore, tanti pensieri, tanti mal di testa. Però nel momento in cui scendi in pista, quella pressione scompare, questo è importante. Se quella pressione prendesse il sopravvento, o quei pensieri prendessero il sopravvento, mi bloccherei e non saprei andare in moto".
Sin da ragazzino ha dovuto fare i conti con l'ansia, non è stato facile per lui affrontare uno sport al limite come il motociclismo. Una lotta non solo con gli avversari in pista, ma anche con se stesso. "Appena ho finito la gara sono molto più rilassato - spiega il leader del Mondiale MotoGP -. Quella pressione tornerà sabato o domenica in Australia. Quei nervi, quel disagio, che ho avuto tutta la vita, da quando era piccolo... È qualcosa di normale e mi accompagnerà per tutta la vita. Devo saperci convivere, in modo che non prenda il sopravvento su di me".
Foto Pramac Racing