MotoGP, Davide Brivio: "In Yamaha qualcuno non voleva Valentino Rossi"

MotoGP
venerdì, 27 dicembre 2024 alle 9:45
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Valentino Rossi è uno dei piloti più importanti e famosi nella storia della MotoGP. Grazie a Davide Brivio, ex team manager di Yamaha e Suzuki e oggi team principal di Aprilia Trackhouse, riporta alla luce ricordi e retroscena risalenti a un ventennio fa, quando il campione di Tavullia firmò per Iwata.

Yamaha divisa sul campione italiano

Era il 2004 quando Valentino Rossi scelse di lasciare la leader Honda per tentare l'avventura con la Yamaha. All'epoca era una sfida considerata da pazzi, lasciando la RC-V nel bel mezzo della gloria, con l'obiettivo, poi riuscito, di trasformare un marchio in crisi in uno dei riferimenti del Mondiale MotoGP. Dietro il passaggio del fuoriclasse pesarese si celavano però decisioni controverse e riluttanze interne, come rivelato da Davide Brivio in una recente intervista riportata da Crash.net.
"Quando abbiamo parlato con Valentino, in Yamaha c'era un modo diverso di pensare. Alcuni erano contrari all'idea di ingaggiarlo, perché dicevano: 'È un pluricampione del mondo. Se viene in Yamaha e noi non vinceremo, sarà colpa della Yamaha. Se vinceremo sarà grazie a Valentino. Come marchio non abbiamo nulla da guadagnare'', ha raccontato Brivio ricordando le discussioni avvenute in quel periodo.

Valentino Rossi e Yamaha... fu subito vittoria

Non si trattava solo di speculazioni strategiche e incentrate sul personaggio, ma era una questione di filosofia aziendale. "Al centro di tutto c'era la moto. Qualcuno in Yamaha diceva: 'Non abbiamo bisogno di Valentino perché faremo una moto così buona, così forte, che potremo vincere con qualsiasi pilota'", ha aggiunto Davide Brivio. Questo modo di pensare si scontrava apertamente con la visione dell'ambiente di Rossi, che voleva dimostrare come il pilota poteva fare la differenza vincendo con un prototipo nettamente inferiore alla Honda.
Nonostante i dubbi iniziali, la Yamaha ha deciso di scommettere su Valentino Rossi scrivendo pagine di storia indelebili. Una scelta coraggiosa che ha premiato fin da subito, con il Dottore subito al vertice nel 2004, interrompendo una siccità iridata che affliggeva da anni la casa giapponese. Il suo dominio in pista era inconfutabile, basti pensare che nel 2004 la seconda Yamaha guidata da Carlos Checa finì la stagione a 187 punti da Rossi. Il suo arrivo è stato un fattore chiave per la rinascita della Casa nipponica. "Se Valentino non fosse arrivato nel 2004, la Yamaha probabilmente ci avrebbe messo due, tre o altri quattro anni per convincere un pilota di punta a vincere".

La nuova era Yamaha

L'influenza di Valentino Rossi in Yamaha non si è limitata solo ai risultati in pista. La sua firma segnò un cambio di filosofia all'interno del marchio, che portò a dare maggior valore al pilota piuttosto che concentrarsi solo alla moto. Non a caso nella stagione MotoGP 2008 arrivò Jorge Lorenzo e segno l'inizio di una nuova era nella storia di Iwata. "Con Valentino la Yamaha non solo ha vinto titoli, ma ha cambiato modo di pensare e ha dimostrato che il pilota può fare la differenza. È stata una mossa che ha segnato un'epoca", ha concluso Davide Brivio.
Foto: Instagram @valeyellow46

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