Sarà una stagione MotoGP sfavillante per Ducati, al di là del risultato. In un team dove il 99% del personale è italiano poco importa avere due piloti made in Italy. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci hanno un contratto in scadenza. Se la razionalità vuole che il primo venga rinnovato "automaticamente", per il secondo c'è un ballottaggio a tre in ballo.
Jack Miller ha ribadito ancora una volta di volere un team factory e sembra ormai scontato che non proseguirà la sua avventura in Pramac. La scorsa estate i vertici di Borgo Panigale hanno esitato a rinnovargli il contratto annuale, tentati dalla possibilità di ingaggiare Jorge Lorenzo. KTM si è fiondata su Jack, ma poi tutto è svanito in una bolla di sapone.
Nel 2020 saranno in tre a giocarsela per un posto nel Ducati Team. A chiudere il terzetto anche Johann Zarco, che avrà molto da faticare con la GP19, sebbene Gigi Dall'Igna gli abbia assicurato importanti aggiornamenti in caso di buoni risultati. "
Vogliamo piloti veloci, quindi siamo fortunati perché abbiamo piloti italiani veloci. Quindi è una cosa positiva. Ma abbiamo costruito la nostra storia con piloti australiani, italiani, britannici. Carl Fogarty - ha detto
Claudio Domenicali ad Autosport.com -
è stato un fantastico pezzo di storia. Quindi, non è che partiamo dalla nazionalità".
Le opzioni possibili sembrano ridotte quasi a zero, si attendono solo i rinnovi di Alex Rins con Suzuki e di Marc Marquez con Honda. La priorità assoluta è Andrea Dovizioso, "
abbiamo una storia fantastica, ha ottenuto un numero incredibile di vittorie con noi, ed è da tre anni di fila il vice-campione". Senza il fenomeno della Honda saremmo qui a parlare di un fuoriclasse, ma con i "se" e con i "ma" la storia non si fa. Adesso il rischio nei prossimi mesi è di farsi sfuggire anche
Jack Miller, fortemente intenzionato a lottare per il titolo MotoGP. "
Una squadra factory è l'unico modo per vincere un campionato... Esaminerò con calma tutte le offerte che arrivano sul tavolo".