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Casey Stoner è intervenuto a distanza nel week-end di MotoGP a Misano. In una video-conferenza stampa organizzata da Nolan il campione australiano ha parlato a 360 gradi, da Valentino Rossi ("bravo a sfruttare i media") ai motivi che lo hanno spinto ad appendere il casco al chiodo con largo anticipo. La sua predilezione per i motori a due tempi, in un'epoca in cui il talento del pilota faceva davvero la differenza.
I cambiamenti epocali
Nell'era contemporanea l'elettronica e l'aerodinamica hanno sottratto un po' di romanticismo a questo sport. "C'è così tanta elettronica oggi che ha tolto molto al controllo come pilota. E poi c'è l'aerodinamica e la crescente complessità di queste moto. Le moto devono essere pericolose e difficili da guidare".
Per offrire uno spettacolo più avvincente Dorna ha posto norme che hanno assottigliato il gap tra le moto. Le moto a quattro tempi della Moto3 sono più facili da controllare. Anche i migliori piloti non possono staccarsi nelle gare e restano tutti ravvicinati. Un argomento molto dibattuto, anche nel paddock della MotoGP, in queste settimane dove la sicurezza era l'argomento cardine. In tanti chiedono di aumentare nuovamente gli spazi ristretti e dare al pilota un maggiore controllo sulla moto. "I tempi si sono ristretti, abbiamo cercato di spendere sempre meno nei test, aumentando enormemente gli altri costi".
Il ritiro dalla classe regina
Nel lungo intervento
Casey Stoner è ritornato anche sui motivi che lo hanno spinto a lasciare la MotoGP. "
Sapete tutti quanto non mi piacessero gli obblighi mediatici. Con il tempo mi sono reso conto che il mio impegno principale era quello e forse solo il 5 o il 10 per cento lo spendevo guidando le moto in pista. Non mi divertivo più". Ricorda quanto fosse bravo Valentino Rossi nel rapporto con la stampa. "
E' sempre stato un pilota che sapeva fare cose che agli altri non riuscivano. Anche nel rapporto con i tifosi, o sfruttando la stampa a suo favore". Il Dottore da Misano gli manda un messaggio di distensione dopo anni frenetici. "
Sono contento di aver lottato con lui, è stato uno dei piloti più veloci e selvaggi”.
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