Vi sareste aspettati vi vedere Aron Canet a Le Mans dopo il
brutto infortunio di Jerez? E di vederlo così rapido nonostante quel piede sinistro tutt'altro che a posto? In Fantic è stata certamente una bella sorpresa, se ne fa portavoce il team manager
Roberto Locatelli. L'
eroica pole position e la lunga lotta per la zona podio dello spagnolo non potevano lasciare indifferenti e l'iridato 125cc 2000 sa bene che tante cose potranno essere cambiate, ma non lo 'stampo' di un pilota.
"All'interno della tuta c'è sempre la stessa 'bestia'" ha infatti sottolineato.
Nella mente di un pilota
Locatelli sa benissimo cosa vuol dire avere a che fare con infortunio più o meno importanti. Nel suo commento post GP non manca infatti il ricordo del grave incidente del 2007 e di come, nonostante tutto, la sua prima domanda fosse stata quando poteva tornare a correre. "Penso che Aron Canet abbia vissuto le stesse sensazioni" ha dichiarato il team manager Fantic. Non mancano anche parallelismi col ritorno rapidissimo di Marc Marquez a Jerez 2020 (pagato fin troppo caro) o della clavicola appena operata di Jorge Lorenzo ad Assen 2013, o di Loris Capirossi in gara nonostante una mano fratturata, sempre nei Paesi Bassi ma nel 2000.
"Quando arrivi ad essere un professionista vuol dire che dedichi la tua vita a quella cosa. Quella cosa che è il tuo sangue, quella cosa che ti dà vita" ha continuato Locatelli. "Noi piloti, per sentirci ‘normali’, guidiamo la moto. Non lo facciamo per i soldi, lo facciamo per sentirci vivi." Una fiamma che non si spegne nemmeno dopo un grave incidente. "Il dispiacere è più grande dello spavento. Non si spegne il coraggio, l’attrazione. Non smettiamo di amare quello che è l’essere piloti. Con una gamba rotta o un’altra mancanza che non ci permette più di guidare, che ci ferma, andiamo in stand-by però non vediamo l’ora che il nostro caricabatterie ci permetta di ripartire. Questo caricabatterie per noi è la moto."
L'impresa di Canet
Nonostante tutto questo discorso, rimane però la sorpresa per quanto fatto dal suo pilota nell'ultimo Gran Premio a Le Mans. "Aron Canet ha fatto una cosa inumana per me" ha ammesso Locatelli. "Mi ha stupito? Sì, perché non sai mai quanto sei pronto. Non mi ha stupito il fatto che sia tornato a correre, mi ha stupito perché ha fatto la pole con un difetto fisico, con un piede rotto. Questo non significa che andrà il doppio quando sarà guarito, ma bisogna comunque rendersi conto di quanto sia forte." La pole position firmata Aron Canet infatti è stata una sorpresa del weekend, ma non l'unica.
"[Canet] mi ha stupito anche per come ha condotto una gara in seconda posizione fino agli ultimi due giri. Un podio sfiorato forse più per la partenza complicata che per la gestione di gara." Roberto Locatelli insomma non ha che lodi per il #44 spagnolo. "Quello che ha fatto Aron Canet per me è stato qualcosa di straordinario e se n’è accorto anche il mondo. Non solo del fatto che i piloti sono in grado di farlo, ma perché lui è uno di loro, uno di quei piloti di altissimo livello" ha concluso.
Foto: Fantic Racing