Michele Pirro sale sul podio e si emoziona. Ducati ha incaricato proprio lui, lo storico collaudatore, a ritirare il premio per le 100 vittorie e per il successo di Enea Bastianini a
Misano-2. Sullo stesso podio in cui quest'anno è salito tre volte come pilota del CIV, ci è andato in rappresentanza di Ducati. Dietro ai successi della Casa di Borgo Panigale c'è proprio lui che nel 2013, a 27 anni, ha rinunciato alla carriera internazionale come pilota per fare il collaudatore.
"Mi ha fatto uno strano effetto salire sul podio di Misano dove ho avuto la fortuna di andare tante volte nei campionati italiani - racconta Michele Pirro a Corsedimoto- Domenica scorsa mi è toccato per ritirare premio delle 100 vittorie di Ducati e della vittoria di Bastianini che oltre ad essere un grande pilota è un amico. Chiaramente se ci fosse stato Pecco Bagnaia sarebbe stato per me ancora più bello perché ha vinto due titoli Mondiali, è il nostro riferimento, quello che ha vinto il primo Mondiale Ducati MotoGP da quando faccio il collaudatore quindi ci fosse stato lui sarebbe stato perfetto. Mi sono emozionato, è stato un giorno importante, un riconoscimento per il grande lavoro che ho fatto in oltre 12 anni di Ducati. So bene da dove siamo partiti e quanto lavoro è stato fatto quindi una grande soddisfazione".
Michele Pirro sempre più uomo Ducati.
"Uomo Ducati? Ormai sono uno dei più vecchi se consideriamo che sono arrivato prima di Dall'Igna. A parte Tardozzi e qualche altro sono tra quelli che hanno fatto più anni in Ducati, l'ho nel cuore. Ho dato tanto a Ducati, posso dire di aver messo a disposizione la mia carriera, il mio talento per un ruolo che all'inizio non sentivo del tutto mio. Mi sono inventato una nuova categoria, quella dei collaudatori veloci, competitivi. Nelle gare che facevo a volte andavo anche meglio dei piloti ufficiali. Si era quasi aperto il campionato dei collaudatori più veloci".
In Yamaha Canepa è passato da pilota a dirigente. Stessa strada?
"In realtà sono rimasto stupito della scelta di Canepa però ci sta. Io non ho ancora l'età giusta per smettere, io sono ancora giovane [ride]. Magari un giorno succederà. Adesso in Ducati abbiamo un equilibrio importante, una formazione al top in tutte le aree. Ancora non è arrivato il momento di smettere, c'è tanto lavoro da fare. Dobbiamo mantenere questo equilibrio che ci ha consentito di ottenere grandi risultati. Il merito è di tutto il gruppo e delle persone che ci sono. Non servono cambi ma bisogna continuare su questa strada".
Non puoi più fare le wild-card in MotoGP...
"L'unica cosa mi dispiace di quest'anno è proprio questa. Mi hanno tolto la possibilità di fare le tre gare come wild-card. Le gare come sostituto non le considero perché è sempre brutto subentrare ad un pilota che si fa male, non si va in pista con la mentalità giusta e soprattutto dispiace per il collega. Quest'anno avrei fatto le due di Misano e sarebbero state la ciliegina, mi avrebbero dato l'adrenalina che mi è mancata. Purtroppo è stato fatto un regolamento che mi ha penalizzato e ne ho sofferto. Se perdiamo delle gare io allora posso fare le wild-card: è un controsenso. Andare a Misano non potendo correre dopo più di 15 anni che ho fatto il Gran Premio di casa non è stato facile ma me ne sono dovuta fare una ragione. Mi consola che i risultati in pista ci sono. Dimostriamo di essere sempre super competitivi e mi fa piacere".
Hai vinto il decimo titolo italiano. Ti vedremo ancora al CIV?
"L'anno prossimo continuerò a fare ciò che sto facendo in Ducati. Dobbiamo lavorare forte sulla MotoGP nuova perché la concorrenza non manca. L'intenzione è fare ancora il CIV perché è il mio campionato di riferimento e soprattutto quello che mi permette di fare qualche gara. Io devo essere comunque sempre sul pezzo anche per fare il collaudatore. Non sono il tipo che fa il tester solo per girare. Voglio rimanere focalizzato, con un obbiettivo ed è fondamentale. Poi che sia il CIV o qualche gara in MotoGP va bene, se ne perdiamo qualcuna forse ci danno qualche concessione... Bisogna alzarsi la mattina con un obbiettivo: fare il collaudatore e basta non è nel mio stile. Spero ci siano le condizioni per fare nuovamente il CIV ed essere competitivi anche se non è facile. I ragazzi giovani vanno forte però è uno stimolo per fare sempre meglio, mettercela tutta. Poi a fine di questa stagione mi nasce una seconda figlia. Devo fare il papà, andare forte in moto e dare il mio contributo a Ducati per nuovi successi".