La condizione fisica del nove volte campione del mondo non è al 100%: ecco cosa è emerso durante il recente GP a Silverstone.
È normale che faccia rumore vedere
Marc Marquez che termina una sprint race in nona posizione e una gara lunga un settimana, mostrando di non essere assolutamente competitivo. Non sono risultati ai quali ha abituato, ma è presto per emettere sentenze definitive. Un weekend negativo può capitare e il prossimo gran premio ad Aragon, su un circuito a lui storicamente favorevole, potrebbe riportarlo a lottare per la vittoria. In
classifica generale ha 200 punti, 40 in meno del leader Jorge Martin: mancano 10 gran premi alla fine del campionato MotoGP 2026, ha tutte le carte in regola per giocarsi il decimo titolo mondiale della sua carriera.
MotoGP Silverstone: Marquez non è al 100% fisicamente
Nell'ultimo episodio di Inside Ducati Lenovo Team, dove sono stati mostrati alcuni retroscena del GP a Silverstone, viene mostrato un Marquez che alla fine della gara lunga parla nel box ammettendo di aver avuto un limite di tipo fisico: "La gomma era migliore oggi, è calata in maniera più costante e normale. Ma fisicamente non c'ero. Ho rischiato di cadere, non avevo controllo sul mio braccio destro. Ho provato a controllare ma, rispetto alle prove, ho perso l'anteriore in curva 1 e 9. Non mi è piaciuto".
L'ormai famoso braccio destro, operato dopo il GP a Le Mans, non sembra ancora consentigli di guidare al meglio. C'è una situazione alla quale deve adattarsi, come aveva spiegato proprio il nove volte campione del mondo prima di correre a Silverstone: "Ho un braccio destro diverso rispetto a prima, non sono pronto per attaccare in tutti i circuiti. Funziona in un modo differente. Non è quello dell'anno scorso, né quello della prima parte della stagione. Alcuni muscoli sono migliorati e altri no. Cercherò di abituarmi e adattare anche il mio stile di guida".
Come sta davvero Marc?
Anche se l'intervento eseguito a maggio a Madrid gli ha comunque consentito di essere in una condizione fisica migliore rispetto a prima, non sembra aver risolto tutti i problemi. Ci sono ancora dei limiti con i quali il pilota Ducati deve fare i conti. Va capito se effettuando un lavoro fisico specifico possa comunque essere più vicino al livello che vorrebbe o se ormai debba solo di adattarsi alla situazione attuale, sfruttando al massimo quei circuiti nei quali riesce a essere più competitivo e limitando i danni in quelli nei quali si ritrova in difficoltà.
Dall'incidente nella gara a Jerez del 2020 in poi, il braccio destro di Marquez ha vissuto un vero calvario ed è cambiato nel tempo, costringendolo ad abituarsi a qualcosa di diverso durante la guida. Prima dell'incidente provocato da Marco Bezzecchi a Mandalika nel 2025, la situazione sembrava abbastanza sotto controllo: Marc aveva dominato il campionato MotoGP, facendo ciò che voleva con la Ducati Desmosedici GP25. Tornare in sala operatoria per la clavicola destra fratturata e ritrovarsi poi con una vite che toccava il nervo radiale, riportandolo a operarsi, non è stato facile per un braccio che ne aveva già passate tante. Non gli piace cercare scuse, quindi MM93 evita di parlare troppo della sua condizione fisica. Sicuramente, avere delle settimane di pausa e poi tornare a correre su un tracciato che gli piace come Aragon gli è di aiuto.