Radio stile F1 sempre più vicina, stop alla moto unica: MotoGP tra innovazione e veti

MotoGP
giovedì, 13 agosto 2026 alle 12:22
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Radio come in F1 sempre più vicina, evitato il rischio della moto unica: il punto sulla MotoGP tra presente e futuro. 
Un Campionato del Mondo è sempre in costante fermento, soprattutto dietro le quinte, dove vengono prese le decisioni che porteranno ai passi futuri. Vi abbiamo parlato delle ipotetiche nuove regole del mercato MotoGP, ma c'è anche altro sul lato tecnico. A lungo s'è discusso della moto unica per un intero weekend, arriva la notizia che l'idea è stata rigettata. Non solo, procedono i test su un sistema di comunicazione tra pilota e box stile F1, attraverso un sistema radio con auricolari in continuo aggiornamento. Negli ultimi due GP, Pedro Acosta ha svolto prove sugli ultimi sviluppi, fornendo il suo parere anche ai media. 

Il sistema radio 

Se ne parla da tempo e i test dietro del quinte stanno andando avanti, con un pilota o l'altro, per raccogliere quante più informazioni possibili. Le prime prove in pista ci sono state l'anno scorso in occasione dei test a Valencia: piloti divisi tra chi bocciava l'innovazione, chi preferiva una posizione più neutra, chi vedeva di buon occhio la novità. Tutti a turno hanno provato gli sviluppi per rendere questa ipotetica innovazione sempre più comoda per un pilota MotoGP. Per il momento si tratta di messaggi preregistrati inviati dalla Direzione Gara al pilota per segnalare messaggi su sicurezza e condizioni in pista, senza possibilità di risposta da quest'ultimo. 
Il primo obiettivo futuro sarà arrivare ad uno primo scambio tra le due parti, per poi raggiungere infine il team radio aperto come abbiamo in F1. A Silverstone, e ancora prima al Sachsenring, Acosta ha provato l'ultimo passo (finora) degli auricolari per la comunicazione radio: una versione aggiornata degli auricolari integrati. Lo spagnolo di KTM ne ha promosso soprattutto la comodità, apprezzando quindi il nuovo design. I test procedono senza sosta e senza una data precisa per l'introduzione di tutto il sistema completo, ancora in fase di sviluppo. 

No alla moto unica 

Stando a quanto riporta lo spagnolo El Periodico, KTM ha impedito l'approvazione finale di questa misura. Ciò che lascia particolarmente perplessi è apprendere che i piloti, protagonisti del Mondiale MotoGP e quindi quelli chiamati a portare i mezzi in pista, non sono mai stati interpellati sull'argomento. Nel mentre, Ducati e Aprilia erano nettamente a favore, Yamaha stava a guardare e Honda sembrava neutra sull'argomento (come riferisce il quotidiano spagnolo, almeno fino all'intervento di Alberto Puig). KTM ha cambiato idea in corso d'opera, rompendo quindi l'unanimità e impedendo che si passasse alla formula della moto unica. Un'idea che fin da subito ha lasciato perplessi per tutte le conseguenze in caso di problemi tecnici, cadute, flag-to-flag... Salvando forse la MotoGP? 

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