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Lotta di potere in MotoGP: i Costruttori sono il prossimo obiettivo

MotoGP
MotoGP: lotta di potere, Costruttori nel mirino
Il caso Qatar tiene accesi i riflettori su una MotoGP che in pista pare aver già detto quasi tutto, con Marc Marquez lanciatissimo verso il decimo titolo Mondiale. Yamaha che si rifiuta di volare in Qatar e si oppone clamorosamente alle indicazioni del promoter è uno strappo senza precedenti: cosa c'è dietro?

Linea di comando

L'arrivo del nuovo proprietario Liberty Media cambierà radicalmente faccia a quello che fin dal 1949 abbiamo conosciuto come Motomondiale. Al momento la società americana ha poco meno del 90% del controllo, ma ha lasciato la gestione operativa nelle mani di Dorna, l'entità spagnola che gestisce i GP dal 1992. Una mossa prudente: gli Ezpeleta, cioè il padre Carmelo e il figlio Carlos, conoscono il terreno come le loro tasche e hanno esercitato il potere per oltre tre decadi bilanciando le forze in campo: Costruttori, Team e FIM, la Federmoto Internazionale. Le cose cambieranno radicalmente quando Liberty Media salirà al 100% estromettendo gli spagnoli e inserendo propri manager in tutta la linea di comando.

Prossimo bersaglio: la MSMA

La ricetta di Liberty Media è semplice: cambiare la MotoGP ad immagine e somiglianza della Formula 1, che dall'arrivo degli americani ha aumentato esponenzialmente fatturato, ascolti e presenze in circuito, diventando lo sport più ricco a livello planetario. Nelle auto gli americani esercitano potere assoluto, a braccetto coi team con cui dividono la torta. Le altre componenti sono il contorno: FIA (la Federazione Auto) e Costruttori.
Invece nella MotoGP le Case Costruttrici oggi hanno un potere fortissimo, in particolare hanno in mano la definizione dei regolamenti tecnici. In F1 non è così, le regole le fa direttamente il promoter perchè sono le leve fondamentali alimentare lo show business. Quindi, in futuro, la prima mossa di Liberty Media sarà togliere alle Case lo strumento regolamentare, estromettendo dalla scena la MSMA, che significa Motorcycle Sports Manufacturers' Association. Ne fanno parte solo le aziende impegnate nelle corse e ogni decisione viene assunta solo se c'è unanimità.
In F1 i Costruttori ovviamente sono consultati, Liberty Media valuta richieste e trend tecnici, ma poi decide secondo i propri interessi. A stilare il regolamento è una commissione tecnica che risponde direttamente al promoter, con l'avallo della FIA. Questo modello verrà importato anche nella MotoGP: è solo questione di tempo.

Autogol Yamaha

Il rifiuto di Yamaha a viaggiare in Qatar, pur giustificato da norme interne all'azienda giapponese, politicamente diventa un assist per Liberty Media. L'episodio dimostra agli americani, nei fatti, che i Costruttori decidono in base a loro interessi, strategie e regole aziendali, che - come in questo caso - non sempre coincido con quelli di chi ha investito 4 miliardi di dollari nei GP. Il promoter ha in pugno i team, per via di contratti che garantiscono fior di milioni. Infatti nella vicenda che tiene banco in queste ore nessuna delle altre squadre si è messa contro all'organizzazione, per il semplice motivo che si sarebbe esposta a penali milionarie. Anche Yamaha è sotto contratto, ma è un universo troppo grande e poco malleabile, soprattutto in determinate circostanze. Quindi ridurre questo potere di veto sarà una delle prime mosse che gli americani faranno. La MSMA è l'entità più aggredibile per ridisegnare il potere in MotoGP.
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