Fabio Di Giannantonio è stato finora il pilota più dominante del weekend MotoGP in Brasile. Nonostante il mancato accesso diretto alla Q2, è riuscito a conquistare la pole position, guidato la gara veloce in testa fino a tre giri dal traguardo. Poi un errore ha lasciato via libera alla vittoria di Marc Marquez, lasciando l'amaro in bocca al pilota del team VR46.
La beffa nel finale
Una vittoria sfuggita di mano a meno di tre giri dal traguardo, la beffa per un errore costatogli caro, contro un Marc Marquez che continuava a mettergli pressione senza però riuscire a sferrare la zampata. Alla fine Di Giannantonio si è dovuto accontentare del secondo posto nella Sprint MotoGP a Goiania, a soli 213 millesimi dal collega di marca.
Nella giornata di sabato il livello di Fabio è stato superiore, questo ha spiazzato gli altri piloti. La sua telemetria è stata studiata dai compagni Ducati, soprattutto da Marc Marquez. Ma il pilota capitolino si rammarica per l'errore commesso alla curva 12. "Mi hanno mostrato il distacco sul tabellone dai box, quindi mi aspettavo che ci provasse. Invece ho fatto un errore stupido e gli ho dato l'opportunità di superarmi con molta facilità. Sono un po' infastidito, ma devo guardare il lato positivo, quindi siamo contenti. È stato il mio primo errore dell'anno".
Primo podio stagionale per Di Giannantonio
Resta la soddisfazione di aver combattuto testa a testa contro un nove volte campione del mondo. "Finalmente abbiamo corso insieme. È davvero interessante vedere le differenze nel modo in cui interpretiamo il circuito e la moto; è fantastico lottare con lui lassù. Vediamo cosa succederà domenica, perché la gara sarà molto lunga; 31 giri sono tanti. L'usura delle gomme sarà un fattore chiave e vedremo come ci giocheremo le nostre carte".
La morfologia del circuito brasiliano ha impedito il contrattacco del pilota VR46, ora alla ricerca della sua seconda vittoria in MotoGP. "È davvero stretto. Inoltre, ci sono molte protuberanze, tutto deve stare al millimetro. È molto facile commettere un grosso errore", ha spiegato Di Giannantonio.
Per oggi si può lavorare di più sulla velocità massima. La sua GP26 era nettamente dietro alla Ducati di Marquez: 348,3 km/h contro 342,8 km/h in Q2. "Perdere così tanto sui rettilinei non aiuta, ovviamente, perché devo spingere molto forte nelle curve. Se miglioriamo lì, potremo essere più vicini e magari avere qualche speranza in più".
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