Fabio Di Giannantonio, pilota del team VR46 Ducati, occupa la quarta posizione in classifica MotoGP. Nel 2026 ha già conquistato una vittoria e due podi nelle gare lunghe, cinque podi nelle Sprint. Dopo un inizio di stagione arrembante, ha subito una piccola battuta d'arresto negli ultimi tre Gran Premi. Ma a Misano avrà una buona occasione per riavvicinarsi alle zone di vertice.
'Diggia' può ancora sognare
Il Gran Premio di Aragon si è rivelato più difficile del previsto per Di Giannantonio. Il distacco dal leader di
classifica Jorge Martin è salito a 48 punti, ma il campionato è ancora lungo. Il pilota capitolino ha trascorso buona parte del Mondiale 2026 come pilota di punta della Ducati, centrando una vittoria a Barcellona (la seconda nella classe MotoGP). Fabio resta ottimista e preferisce non additarsi fra i candidati al titolo mondiale. "
Penso di avere una velocità considerevole", ha ammesso a Crash.net. "
Altrimenti non avrei raggiunto i risultati che ho ottenuto, come le vittorie e i podi".
Lungi da lui considerarsi un big, "perché quando penso ai piloti di punta, penso a quelli che hanno vinto dei campionati". Di Giannantonio non ha ancora vinto un titolo iridato, neppure nelle classi minori. "E ora in MotoGP stiamo lavorando per questo. Penso di avere il potenziale per farcela, ma devo ancora dimostrarlo sul campo... Mi trovo bene a essere il 'lupo ribelle', non lo sfavorito. A volte mi fa sentire in una posizione che piace alla gente, in cui lo sfavorito va veloce e magari batte qualcun altro".
L'addio a Ducati VR46...
Le prestazioni con la Ducati del team di Valentino Rossi gli hanno garantito un contratto factory con la KTM per il 2026. A soli tre anni di distanza da quando ha rischiato di restare fuori dalla MotoGP. Ha deciso di scambiare una Ducati vincente con un contratto ufficiale. Di lasciare un ambiente familiare per entrare in un box totalmente nuovo per lui. "È stato davvero difficile", ha sottolineato 'Diggia'. "È la squadra che ha salvato la mia carriera e l'ha anche cambiata. Quindi, sono davvero grato a loro".
La prima avventura factory
Ma il richiamo di un team factory è troppo grande per qualsiasi piloti della classe MotoGP. "Penso che sia il momento giusto per entrare a far parte di una squadra ufficiale e provare a diventare il volto di un'azienda, di un marchio". Dal prossimo campionato scambierà la sua Ducati ufficiale con una KTM ufficiale che non vince dal 2022.
Non è solo una questione economica... "In un team factory tutta l'azienda lavora per te", ha proseguito Di Giannantonio. "E tu sei il risultato di tutto il lavoro svolto da una grande azienda... Avere tutti i partner, tutti gli sponsor, tutto il supporto, tutta l'azienda, per darti al 100% la migliore moto possibile per farti vincere è una cosa che è sempre affascinante".
In VR46 ha sicuramente una posizione di riguardo, diventando il pilota di punta della squadra. "Ma non per Ducati", ha precisato il pilota romano. "Abbiamo una moto ufficiale, abbiamo il supporto della casa madre, abbiamo i migliori componenti possibili, ma non sono stati realizzati appositamente per me. Quindi, è un po' diverso... Essere in un team ufficiale, mi permette di avere una moto progettata su misura per il mio stile di guida, senza dover adattare componenti pensati per altri".
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