A una settimana dal Gran Premio del Qatar c'è una Casa che non ha ancora sciolto il nodo della trasferta. A rivelarlo è
Alex Rins: parlando nel paddock di Sepang, il pilota spagnolo ha spiegato che Yamaha, almeno fino a mercoledì, era l'unico costruttore della MotoGP a non sapere se sarebbe andato a Losail.
La domanda che gli è stata posta era diretta: se Yamaha ti dice di salire sull'aereo, devi andare? La risposta di Rins ha spostato il discorso sulla posizione della sua squadra:
“Al momento Yamaha è l'unica Casa che, fino a ieri, non sapeva ancora se sarebbe andata in Qatar. Oggi non so se la situazione sia cambiata, perché sono appena arrivato in circuito” ha detto ai colleghi di GPone. I piloti in realtà hanno ben poca voce in capiloto in questa vicenda e in Qatar si correrà:
qui abbiamo spiegato perchè. I piloti uniti, ma bocche cucite
Il tema della sicurezza tiene banco da giorni. Qatar e MotoGP sostengono che al momento non ci siano rischi per lo svolgimento dell'evento, ma i piloti stanno chiedendo garanzie concrete, per esempio sull'evacuazione nel caso in cui lo spazio aereo venisse chiuso per una ripresa delle ostilità nella regione. Sulle richieste avanzate e sulle risposte ottenute, Rins ha preferito non sbilanciarsi, insistendo però sulla compattezza del gruppo. "Vorrei parlarne, ma non posso. L'unica cosa che posso dire è che siamo uniti più che mai. Nel 2023 non ero in India perché ero malato, ma questa volta siamo più uniti che mai. Ho avuto l'opportunità di confrontarmi con tutti i piloti in Australia e di parlare qui con i nostri rappresentanti tra cui Carmelo Ezpeleta. È importante. Non posso aggiungere altro sul Qatar, come potete immaginare, ma posso assicurarvi che siamo davvero uniti
Anche sul peso che i piloti possono avere nella decisione finale, lo spagnolo è tornato sullo stesso concetto: “Quanto al potere che possiamo avere, come ho detto, stiamo cercando di restare uniti”.
Il contesto: Tokyo frena, Dorna tratta a Doha
Il caso Yamaha si inserisce in un quadro particolare. Come riporta Crash.net, l'ultima indicazione del governo giapponese è quella di evitare i viaggi non essenziali in Qatar. Nel frattempo Carlos Ezpeleta, vice amministratore delegato della MotoGP, si è recato a Doha dopo il Gran Premio d'Australia per nuovi incontri sulla gara. Nei giorni scorsi il Ministero dello Sport dell'Emirato aveva anche inviato al MotoGP Group una lettera, poi girata alle squadre, con alcune rassicurazioni.
Il round di Losail, in calendario dal 6 all'8 novembre, era originariamente previsto ad aprile. Il suo spostamento ha già fatto slittare di una settimana le ultime due tappe della stagione, Portimao e Valencia.
Prima c'è Sepang
Prima di pensare al Golfo, Rins deve affrontare il weekend malese, e le premesse non sono semplici. “Sarà difficile, perché abbiamo sofferto già durante i test”, ha spiegato, ricordando che per un'intera giornata la squadra non è riuscita nemmeno a girare per problemi di affidabilità. “Sembra che abbiano individuato il problema, ma dobbiamo aspettare per capire se la moto sarà migliorata oppure no”.
Sulla possibilità che Losail si adatti alla sua moto, lo spagnolo resta prudente: “Non lo so. È una moto che mi piace davvero, soprattutto quando si tratta di guidare su circuiti lunghi”. Prima ancora delle prestazioni, però, a Iwata dovranno decidere se a Losail ci saranno davvero.
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