Acosta quarto a Sepang ma non si fida della KTM: «Le sensazioni sono state terribili»

MotoGP
MotoGP Malesia: Pedro Acosta
Il cronometro sorride, la testa molto meno. Pedro Acosta ha chiuso al quarto posto le prequalifiche del venerdì a Sepang, guidando una KTM che porta tre moto direttamente in Q2, ma il pilota spagnolo non nasconde un problema che rischia di pesare su tutto il weekend del GP della Malesia: la fiducia con l'anteriore non c'è.
Il distacco dal più veloce, Marc Marquez, è contenuto. In ogni caso un margine che, sulla carta, lo candida alla lotta per il podio. Lui però frena gli entusiasmi. "È difficile", ha ammesso, aggiungendo: "è vero che non siamo lontani da Marc e dalla Top 4, ma non ho fiducia con l'anteriore della moto. Stiamo cercando di ritrovare le sensazioni e di fare i passi giusti".

Freni e anteriore, dove perde Acosta

Il paradosso del numero 37 sta tutto nella distanza tra il passo e le sensazioni in sella. Il ritmo, a suo dire, è persino migliore delle attese, a patto di non dover forzare come nella caccia al tempo secco. Il punto debole è la fase di staccata, dove la moto non gli restituisce i riferimenti di cui ha bisogno. Dobbiamo capire cosa succede, perché il passo non è stato così male, ma le sensazioni sono state terribili".
La spia più evidente si è accesa alla curva 15, dove Acosta ha evitato una caduta per un soffio. "È stato un momento al limite. Avevo già avuto molti problemi con l'anteriore durante la FP1 e quando ti trovi in difficoltà così tante volte inizi a essere in allerta", ha raccontato. Lo spagnolo tiene comunque a sottolineare che in Malesia, pista che storicamente non gli è congeniale, ha già girato più forte della sua qualifica dello scorso anno.

L'asfalto di Sepang e i dati di Viñales

Nel venerdì delle tante cadute, Acosta punta il dito anche contro il fondo del circuito malese. "Ogni anno sembra che l'asfalto peggiori sempre di più. Non ci sono molte buche, ma è vero che quando tocchi l'asfalto la situazione diventa molto difficile, infatti ci sono pezzi che si staccano", ha spiegato.
Una novità, stavolta, potrebbe aiutarlo: ci sono tre KTM nella top ten e solo Ducati, con quattro moto, ha fatto meglio dell'armata di Mattinghofen. Acosta, spesso l'unica KTM nel gruppo di vertice, potrà finalmente confrontarsi con dati utili. "Per Maverick è stato particolarmente difficile, ma è stato molto veloce. È stato interessante osservare i suoi dati. Però non è una questione di posizione, ma di sensazioni", ha precisato.

Un finale di stagione da costruire

In classifica la corsa al titolo è ormai fuori portata: Acosta arriva alle gare malesi quarto, a 52 punti da Marco Bezzecchi, a 92 da Jorge Martin e a 102 dal leader Marc Marquez. L'obiettivo, quindi, è ritrovare il feeling giusto.
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