Superbike, Alvaro Bautista

Superbike: UFFICIALE Alvaro Bautista torna in Ducati dal 2022

Adesso è ufficiale: la Ducati annuncia il ritorno di Alvaro Bautista per la prossima stagione in Superbike. Obiettivo: vincere il titolo sfumato due anni fa

24 agosto 2021 - 10:08

Adesso è ufficiale: la Ducati annuncia il ritorno di Alvaro Bautista per la prossima stagione in Superbike. Obiettivo: vincere il titolo sfumato due anni fa. Lo spagnolo prende il posto di Scott Redding che nel 2022 andrà in BMW

Ritorno al futuro 

Bautista-Ducati: si riforma dunque la coppia che nel 2019 aveva centrato sedici vittorie (undici consecutive all’inizio di stagione!) con 24 podi in totale. Da metà campionato in avanti però Alvaro aveva cominciato a cadere, spalancando la strada per la clamorosa rimonta di Jonathan Rea con la Kawasaki. Un mondiale accarezzato a lungo, che sembrava in tasca ed invece era sfumato in maniera tutt’ora quasi inspiegabile. I rovesci in pista avevano finito per incrinare il rapporto fra pilota e azienda. Bautista, non soddisfatto dell’offerta di rinnovo al ribasso, aveva accettato l’ingaggio tre volte più alto (un milione l’anno, più premi) messo sul piatto da Honda HRC. L’Amministatore Delegato di Ducati, Claudio Domenicali, aveva aspramente stigmatizzato la decisione, con un post social quasi irridente. Gran parte dei tifosi della Rossa non hanno ancora perdonato il tradimento.

Il saluto di Honda HRC

L’annuncio è stato dato congiuntamente da Aruba.it Racing (lo sponsor proprietario della squadra ufficiale Superbike) e da Honda HRC. E’ stato il presidente in persona, Shinya Wakabayashi, a vergare le parole di circostanza: “Alla fine del 2021 la nostra collaborazione con Alvaro Bautista volgerà al termine. Gli ultimi due anni sono stati intensi, caratterizzati da sfide inaspettate poste dalla pandemia e da un progetto al debutto come il nostro. Ma lo spirito è sempre stato collaborativo e costruttivo.” Sicuramente Honda HRC non si aspettava che in un anno e mezzo Bautista finisse solo una volta sul podio (terzo ad Aragon 2020) e il ritorno diretto in Superbike fosse così arduo. Adesso restano sei round da separato in casa.

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Foto: Instagram

7 commenti

Ringhietto
15:36, 24 agosto 2021

Nel 2019 la sorpresa è parzialmente riuscita, ciò non vuol dire che accadrà anche nel 2022 considerando che avremo, oltre a Rea e una Kawa meno acerba anche Toprak e una super Yamaha

FRA 1988
13:07, 24 agosto 2021

Dopo le accuse di Domenicali e i bau bau twittati ci vuole un grande coraggio a ritornare nel luogo del misfatto.
Bautista avrà una grande pressione fin dall’inizio.Buona fortuna.

voiedegarag_15199617
11:46, 24 agosto 2021

Si conosce la durata del contratto ?

    Paolo Gozzi
    16:41, 24 agosto 2021

    Un anno.

Mattia B.
10:40, 24 agosto 2021

mi fa ridere pensare se per una serie di coincidenze astrali,allineamento planetario, esoterie varia e ingerenze massoniche, il titolo quest’anno lo vincesse Redding.

    Max75BA
    12:25, 24 agosto 2021

    Riprendersi Bautista (classe 1984…) con la stagione “bipolare!!” del 2019 in Ducati è un bel rischio…anche Rinaldi ad oggi mi crea delle perplessità, sperando che riesca a migliorarsi nelle prossime gare…la coppia per il 2022 non mi ispera molta fiducia per il titolo…

Originals
10:39, 24 agosto 2021

A questo punto spero tanto che Redding vinca il mondiale, sarebbe bello salutargli con il numero uno su altra moto. Bautista ha un solo vantaggio, e meno ingrombante, dell resto anche Sykes sarebbe stato una scelta migliore.

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