Superbike, BMW

Superbike: Tom Sykes galvanizzato, BMW in sorpasso sulla Ducati

A Donington la BMW ha cambiato marcia: Yamaha e Kawasaki erano vicine, la Ducati sempre dietro. Nella prossima sfida Supebike ad Assen Sykes e van der Mark saranno mine vaganti

8 luglio 2021 - 18:45

BMW è stata la sorpresa positiva del quarto round Superbike a Donington. La moto tedesca ha totalizzato tre podi in tre gare, con Tom Sykes finito secondo nella “sprint” e terzo in gara 2. Michael van der Mark ha portato a casa due quinti e un terzo. A conti fatti le BMW, su questo tracciato particolare, sono andate decisamente più forte delle Ducati, avvicinando considerevolmente Yamaha e Kawasaki. I prossimi round, a cominciare da Assen il 24-25 luglio, ci diranno se c’è un reale progresso tecnico o quanto abbia pesato il fattore pilota: sul saliscendi dell’East Midland il “Boscaiolo” ha firmato nove dei suoi 34 successi nel Mondiale. Per anni, a parità di Kawasaki, qui è stato imprendibile anche per Jonathan Rea.

E adesso arrivano anche gli aiutini 

Con la nuova versione M la BMW era convinta di avere in mano un’arma totale. Ma la partenza di Mondiale è stata assai problematica per lo squadrone di Monaco di Baviera. Prima di Donington nessun pilota era salito sul podio, tanto da attivare la complicata norma sulle “concession parts” che concede alla marche di difficoltà di utilizzare parti motore evoluzione. I tecnici BMW non hanno chiarito se i motori fossero già aggiornati per i round britannico. Non è scontato perchè Donington è un tracciato dove la potenza conta relativamente, sul breve rettilineo si raggiungono i 280 km/h, contro 330 km/h che le Superbike di oggi toccano sui tracciati più veloci. “Presto avremo nuove parti” ha confermato Tom Sykes. Significa che c’è da aspettarsi un ulteriore passo avanti già a partire dal round di Assen. Sul tracciato di casa Michael van der Mark è stato particolare incisivo con tutte le moto con cui ha gareggiato.

Jonas Folger dov’è finito?

La BMW ha spinto forte per disporre di squadre satellite che potessero accelerare lo sviluppo ma l’impressione è che, sotto certi aspetti, le stia un pò abbandonando a sè stesse. Eugene Laverty, con l’italiana RC, non ha fatto i test, quindi quest’inizio di campionato è ingiudicabile. Invece Jonas Folger ed MGM sono partiti nei tempi previsti, e durante i collaudi invernali l’ex MotoGP era andato  forte. A Barcellona, per esempio, con la gomma ultra soffice era finito davanti a Tom Sykes. A Donington non ha raccolto neanche un punto, accusando due stop per problemi tecnici. “Non posso aver dimenticato come si guida” ripete il tedesco, che nel 2017 al Sachsenring aveva spinto la Yamaha M1 Tech3 al secondo posto, dietro Marc Marquez. Nel 2020 nell’IDM il team MGM aveva vinto 12 gare su 12 con la Yamaha dotata dell’elettronica Marelli. L’ingegnere è rimasto lo stesso, ma adesso deve lavorare sul software proprietario BMW: prevedibile che ci fossero difficoltà. Strano che Folger abbia un contratto diretto con BMW (alla stregua di Laverty) ma la squadra non disponga di un elettronico del reparto corse interno.

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1 commento

Anonimus
20:40, 8 luglio 2021

Non riesco a capire se state scherzando o siete seri….

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