Superbike, Michael Rinaldi

Superbike, Michael Rinaldi si sta guadagnando la Ducati ufficiale 2021

Il privato Michael Rinaldi ha battuto gli ufficiali Ducati nella prima sfida Superbike a Portimao. Nel 2021 sarà il 24enne riminese ad affiancare Scott Redding?

9 agosto 2020 - 9:23

La Superbike accende i riflettori su Michael Rinaldi, il 24enne riminese che in gara 1 a Portimao è stato il migliore dei piloti Ducati in pista. Gran quinto posto per questi ragazzo che da alcuni anni sembra un rampa di lancio ma, per un motivo o l’altro, non era ancora sbocciato. Adesso ce lo stiamo godendo, Scott Redding un pò meno: il confronto fra ducatisti è stato molto duro, ma Michael nel finale di gara ne aveva di più. E, con le buone o le cattive, alla fine ha avuto ragione lui. Piccolo dettaglio: Rinaldi guida la Ducati Panigale V4 R del team Go Eleven, una struttura privatissima, che va avanti sospinta dalla passione di Gianni Ramello e dalla competenza di un uno sparuto gruppo di tecnici capeggiati dal ds Denis Sacchetti. Il team Aruba.it a breve dovrà decidere chi mettere a fianco di Scott Redding l’anno prossimo. Rinaldi è in pole.

“Non mi basta, punto più in alto” 

All’arrivo di gara 1 Michael Rinaldi era più rammaricato che felice: che un quinto posto non gli basti, è un buonissimo segno. “Non corro per battere i piloti ufficiali Ducati, ma per andare sul podio, e qui c’era la possibilità” ha spiegato. “Purtroppo non riesco ad essere efficacissimo con le gomme nuove, mentre nel finale anche a Jerez ero tra i più veloci in pista. Inoltre ho dovuto sudare tanto per liberarmi di Loris Baz e Scott Redding. Peccato, perchè ho tenuto un ritmo che sarebbe stato da podio. Ci riprovo domenica”.

“Ho trovato il clima giusto”

La chiave del decollo di Michael Rinaldi è l’atmosfera che ha trovato in Go Eleven. “Non sento alcuna pressione perchè mi sento molto a mio agio con questa squadra. Mi piace guidare questa moto, mi trovo bene con tutti. E quando vai in griglia rilassato, come mi sta succedendo adesso, è più facile rischiare e spingersi al limite.”

 

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