Superbike, Marco Melandri

Superbike, Marco Melandri quanto è dura la salita “Ma prima o poi arrivo”

Marco Melandri ha chiuso il venerdi nelle retrovie, nonostante la sua Ducati in FP2 sia stata la più veloce in rettilineo. "La soluzione non è lontana"

29 agosto 2020 - 8:38

Marco Melandri resta ai margini della classifica Superbike. Dopo nove mesi di stop il rientro a sorpresa in quel di Jerez aveva dato indicazioni promettenti. In Andalusia il neo acquisto di Ducati Barni era finito ottavo, in rimonta, dando l’impressione di poter recitare un ruolo importante una volta presa maggiore confidenza con la Panigale V4 R. Invece in Portogallo sono emersi tanti problemi, che hanno indotto pilota e team a rivedere in maniera radicale parecchi componenti tecnici. Al Motorland Aragon, uno dei tracciati preferiti, Marco Melandri era convinto di poter dire la sua. Invece ha chiuso la prima giornata di prove in diciassettesima posizione (qui i tempi). Chaz Davies non è lontanissimo, un 1″5,  e in una classifica così serrata, basterebbe un miglioramento da poco per cambiare radicalmente prospettiva.  Ma la salita è dura: il livello tecnico di questa Superbike è altissimo, Marco sta facendo adesso il lavoro di preparazione che i top rider hanno svolto lo scorso inverno…

“Ci stiamo girando intorno”

Ti aspetteresti un Marco Melandri giù di corda, invece il pilota italiano più vincente in Superbike vede il bicchiere mezzo pieno.  “E’ stata una giornata buona, ma difficile. Le sensazioni sono meglio di Portimao, ma è tutto da rifare. Al pomeriggio abbiamo fatto un cambiamento radicale, ma non ha funzionato. La pista è cambiata tanto,  le temperature erano decisamente più alte che al mattino, siamo andati fuori strada. Stiamo girando intorno alla soluzione, prima o poi la centreremo…”

Ora serve una super Superpole

A confortare Marco Melandri ci sono vari elementi: la confidenza con la pista, dove in passato ha vinto due volte, con Yamaha e BMW. Ma anche la competitività di una Ducati V4 R che ad Aragon va molto forte e può sfruttare il lungo rettilineo. In FP2 Melandri è stato il più veloce sul dritto, transitando a 314,9: la Ducati Barni, con un pilota più piccolo e leggero, è andata più forte delle ufficiali di Chaz Davies e Scott Redding, accreditati della medesima velocità, 310 km/h. L’altra Ducati satellite di Michael Rinaldi ha toccato i 307 km/h. A questo punto, per rimettersi in carreggiata, Marco Melandri ha bisogno di risalire la corrente in Superpole. Il giro secco non è il suo forte, ma centrando una delle prime tre file potrebbe sperare di correre una gara 1 da protagonista.

Foto: Diego De Col

 

1 commento

Ringhietto
11:33, 29 agosto 2020

È vero che è quello che ha fatto meno test di tutti ma mi sembra di sentire le dichiarazioni trite e ritrite degli ultimi 4/5 anni

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