Loris Baz, Superbike

Superbike, Loris Baz: “Quando sei felice è più facile andare fortissimo”

Ten Kate sta rimettendo le ali ad un talento ancora mai completamente sbocciato: con la Yamaha olandese il francese può andare molto lontano

27 febbraio 2020 - 7:51

Loris Baz ha concluso il campionato d’inverno in scia a Jonathan Rea. Miglior pilota Yamaha, e anche privato top, visto che guida la YZF-R1 con motore ’19 allestita da Ten Kate. I due ufficiali, Toprak Razgatlioglu e Michael van der Mark, dovranno fare i conti  con un “cugino” di marca da prendere assolutamente con le molle. Dopo un 2018 da incubo e mezzo 2019 sabbatico, con la struttura olandese ex Honda Loris sta vivendo la vigilia di Mondiale più serena e felice della carriera. Che sarà protagonista è scontato, quanto impiegherà a salire sul podio già assaggiato nello scampolo di scorsa stagione, lo sapremo cammin facendo.

Loris, che temponi nei test. Ma sarai veloce anche in gara? 

“E’ da novembre che stiamo andando forte. Nel 2019 avevamo cominciato il Mondiale a metà, senza test, e ci era mancato girare. Adesso siamo partiti con calma, ci stiamo preparando bene. I tecnici di Ten Kate sanno il fatto loro, io sto imparando a capire come far andare la Yamaha R1 sempre più forte. Ho fatto un paio di uscite  di una decina di giri. Lunedi non stavo bene fisicamente, non avevo tanta energia. Sappiamo che qui è importante salvare la gomma, e stiamo lavorando per questo.”

Che gare ti aspetti?

“Siamo in diversi molto veloci, credo che il pacchetto di testa sarà numeroso e agitato. Io sarò là in mezzo, a giocarmi curva dopo curva posizioni che contano.”

Chi vedi favorito?

“Jonathan Rea è esperto e corre da tanti anni con la stessa moto e lo stesso team. La Kawasaki non ha grande velocità di punta, è più vicina a noi che alla Ducati. Però è una moto equilibrata, che si guida bene. E’ il pilota da battere, non ci sono dubbi”. 

La tua R1 è un mix fra nuovo e vecchio modello. Ci spieghi tu? 

“Facciamo prima a dire che la mia Yamaha è una 2020 con il motore 2019. Venerdi monteremo un propulsore evoluto rispetto a quello usato nei test, dovrebbe avere qualche cavallo in più, che qui fa comodo. Da Jerez in poi dovrei avere anch’io il motore 2020. Ten Kate prepara direttamente i motori, hanno bisogno di più tempo per mettere a punto quello nuovo”.

E la ciclistica?

“Ho un forcellone e piastre forcella differenti dalle ufficiali, sono componenti sviluppati in proprio da Ten Kate. Gli olandesi sono molto dentro il progetto Yamaha, mi fido moltissimo delle loro capacità.”

Qualche mese fa eri finito fuori dal giro. Ci racconti?

“A fine 2018, dopo la brutta stagione con BMW, ho preferito stare fermo, finchè non fosse spuntata fuori un’opportunità che mi desse garanzie. A questo livello nessun pilota può fare risultato senza una moto competitiva e un team competente. Ho sempre pensato che il mio peso non fosse un problema in sè, avevo solo bisogno di gente che capisse le mie esigenze tecniche, che mi seguisse. Con Ten Kate ho una relazione perfetta: hanno la mia stessa voglia di riscatto, ci capiamo al volo.  So qual è il mio livello, e che qui in Superbike io posso giocarmela coi migliori”.

Come va con i due ufficiali Yamaha?

“Non corro per coltivare amicizie, sappiamo che e qua dentro siamo tutti avversari. Però ho una bella relazione con Toprak, è un ragazzo simpatico e scherziamo, quando capita, la sera nel paddock. Inoltre è uno che se lo tocchi, in pista, non se la prende, al massimo te la ridà. Tanti ti entrano dentro indemoniati, ma se li sfiori poi si incazzano. Io ho cominciato a correre nell’epoca di Bayliss, Corser e Haga: se le davano di santa ragione, ma alla bandiera a scacchi amici come prima.  Adesso non è più così”.

Ad ottobre saresti appagato se…

“Intanto sono tornato sereno e felice. E quando sei in queste condizioni mentali, è più facile andare forte, tanto forte…”

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