Superbike, Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea sicuro “Kawasaki ha meno velocità ma non conta”

Jonathan Rea riconosce che la maggiore velocità di punta della Ducati non è più un fattore decisivo. "Temevamo questa pista, non mi aspettavo di uscirne con un vantaggio così"

6 settembre 2020 - 18:59

Qualche tifoso accusa Jonathan Rea di essere un “piangina”, cioè di lamentarsi troppo dell’eccessiva velocità di punta della Ducati. Lasciando il Motorland con 36 punti di vantaggio su Scott Redding, contro quattro che aveva prima del doppio round ad Aragon, il campione del Mondo ha messo il suo pensiero in chiaro. “Da quando è arrivata la nuova Ducati faccio i conti con la loro velocità sul dritto, era così l’anno scorso e adesso è forse peggio” è l’analisi di Jonathan Rea. “Neanche con la doppia scia di Rinaldi e Redding riuscivo a guadagnare un metro. Ma è così, non puoi fare niente. Soltanto lavorare sugli aspetti della Ninja che ci possono permettere di reggere il confronto. Per farti un’idea devi osservare la mia velocità in in curva, come lavoro coi freni e come riesco a gestire le gomme. Oggi io avevo il miglior pacchetto tecnico.” 

“Ho rischiato molto”

Certo, è una situazione un pò frustrante. I piloti Ducati avevano quei due-tre decimi nel taschino nel T4 (il settore con il rettilineo da un chilometro e l’ultima curva, ndr) e quando sbagliavano tornavano subito sotto. Noi invece non ce lo possiamo permettere. Bisogna stare attenti ad ogni dettaglio per farcela.” Jonathan Rea stavolta era veramente al limite, e ha corso bei rischi. “Me la sono vista brutta quando ho accelerrato sul cordolo, trovando un pò di sporco. La moto è partita con violenza, ma mi sono salvato. Stavo spingendo perchè Rinaldi era in difficoltà, non eravamo veloci e Redding stava tornando sotto. Avevo spinto tanto sull’anteriore, ero un pò in crisi. Come penso fossero anche gli altri…” 

“Non ho rischiato la SCX ma…”

Venerdi avevamo fatto la simulazione di gara con la posteriore morbidissima, ma non ero del tutto convinto. Per questo non l’ho montata neanche in gara 2. Forse è stata la scelta giusta, perchè a fine gara avevo più trazione di Rinaldi. Però mi sarebbe piaciuto farci una gara, per capirlo meglio. Temevamo molto questa pista, mi aspettavo che le Ducati potessero attaccarmi a fondo. Ma nei test avevamo lavorato bene, portandoci avanti con il lavoro sulle gomme molto usate. Ecco, questa è stata la chiave. Il mio vantaggio in classifica è sorprendente”. 

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