Superbike, Jonathan Rea si lancia verso quota 100

Jonathan Rea in Francia ha già festeggiato tre Mondiali e domenica può laurearsi iridato per la sesta volta. "Questo circuito mi piace, ma la prenderò con calma"

29 settembre 2020 - 10:21

La Superbike è pronta ad applaudire per la sesta volta consecutiva il Mondiale del pilota dei record. A Magny Cours, fra i vigneti della Francia centrale, Jonathan Rea ha molti obiettivi nel mirino. Intanto può chiudere i giochi in anticipo, se nelle tre gare riuscirà a guadagnare 12 punti su Scott Redding. Partendo da +51 punti, il Cannibale diventerebbe irraggiungibile e l’ultimo atto di Estoril, il 17-18 ottobre, diventerebbe pura accademia. Vincendo nove gare, la metà esatta di quante ne sono state disputate, il 33enne nordirlandese ha cancellato in fretta lo “zero” con cui aveva battezzato questa stagione, nell’apertura in Australia. Partendo con il botto e con appena otto round in calendario, si è messo comunque nella condizione di giocare il primo match point in anticipo: pazzesco.

Verso quota cento 

Jonathan Rea ha già vinto sei gare Superbike a Magny Cours, quindi – se il week end gli andasse a meraviglia – potrebbe raggiungere la mirabolante quota di cento successi nel Mondiale. In questa epoca moderna, con tre gare a week end, è chiaramente più facile impreziosire l’ albo d’oro. Ma fa effetto osservare che il secondo pilota più vincente della Superbike, cioè Carl Fogarty, è fermo a quota 59. Avendo firmato per Kawasaki a vita, e ritenendo che abbia ragionevolmente almeno un altro paio di stagioni davanti, Jonathan Rea può doppiare chiunque, anche i mostri sacri del passato.

Una pista stop and go 

Il fattore che destabilizza gli avversari è che Jonathan Rea non ha punti deboli. E’ preparatissimo dal punto di vista fisico, ha una determinazione furibonda e un controllo totale della situazione.  A livello tecnico è riuscito a trasformare in punti di forza i limiti della Kawasaki ZX-10RR, la Superbike più anziana in griglia. Basti pensare che la Ninja è limitata a 14.600 giri, la Ducati a 16.100,  a parità di frazionamento quattro cilindri! Nei precedenti round è riuscito a vincere su tracciati come Aragon e Barcellona che hanno lunghi rettilinei, e avrebbero dovuto esaltare la Ducati di Scott Redding. Magny Cours è un affare completamente diverso. “E’ un tracciato stop and go sul quale in passato ci siamo trovati bene” spiega Jonathan Rea, che in Francia ha già festeggiato (sempre in anticipo…) i  Mondiali 2017-18-19. “Di recente è stato riasfaltato, quindi dovremo capire quanto valgono i dati degli anni scorsi. Inoltre bisognerà vedere il meteo, che da queste parti è sempre ballerino. Partiremo per sfruttare ogni dettaglio, ma vista la situazione la possiamo prendere con una certa calma…” 

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