Superbike, Jonathan Rea ritrova il sorriso: con Yamaha vuole scrivere una nuova storia

Superbike
giovedì, 28 novembre 2024 alle 11:14
jonathan rea uri pallares yamaha
Le due giornate di test a Jerez erano molto importanti per il team Pata Prometeon Yamaha. Dopo una stagione Superbike negativa, aveva bisogno di tornare in pista per lavorare sodo sul miglioramento della R1. Ogni area è stata oggetto di interventi, considerando anche che la casa di Iwata può contare sulle famose super concessioni per cercare di ridurre il gap dalle prime della classe. Jonathan Rea ha chiuso con il terzo tempo, a soli 97 millesimi dal leader Alex Lowes. Invece, Andrea Locatelli non è andato oltre il sesto crono.

Superbike, test Jerez: il bilancio di Rea

Il sei volte campione del mondo SBK ha lasciato Jerez abbastanza sorridente, il test in Andalusia lo ha aiutato a fare dei passi avanti utili in ottica 2025: "Sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto in questi due giorni. Abbiamo tanti elementi da provare questo inverno, ma in questo test è stato importante lavorare sul mio feeling con la R1 e riacquistare un po' di fiducia in aree in cui ho avuto delle difficoltà durante l'anno. Ci siamo focalizzati sulla parte anteriore della moto, sulla frenata e sull'essere più aggressivi nel girare la moto all'apice della curva. Abbiamo provato alcuni elementi elettronici diversi e perfezionato il mio setup di base".
Il team Pata Prometeon Yamaha ha completato il programma di lavoro previsto e Rea è soddisfatto della velocità avuta: "Sono felice, perché siamo riusciti a essere veloci con la SCQ e con le gomme da gara, ottenendo una certa costanza nei tempi sul giro e costruendo di nuovo il mio feeling. Torneremo a gennaio per entrare nel vivo del programma di test".

Da Pitt a Pallares: perché Jonny ha cambiato capotecnico

Una grande novità nel lato box del pilota nord-irlandese è la presenza di Oriol Pallares come nuovo capotecnico. Lo spagnolo, già con lui in Kawasaki e trasferitosi poi in Yamaha nel 2024, ha sostituito Andrew Pitt. Pur stimando quest'ultimo, Rea aveva bisogno di qualcosa di più e per questo ha chiesto un cambiamento: "L'obiettivo era avere qualcuno che mi capisse davvero e che cercasse di ottenere il meglio da me. Non è facile in un campionato così competitivo. Non ho dubbi su me stesso, ma ho bisogno di qualcosa di più, di persone che tirino fuori il meglio da me e che mi aiutino a sviluppare la moto".
Con Pitt non si era creata la situazione ideale e con Pallares le cose potrebbero andare meglio, visto che i due hanno un rapporto personale e professionale che dura da tanti anni. Uri ha visto da vicino come lavorava Pere Ribe come capotecnico di Jonny ai tempi della Kawasaki, quindi può "ispirarsi" a lui nel gestire un sei volte iridato SBK che ha ancora tanta voglia di dire la sua.
Foto: WorldSBK

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