Superbike, Jonathan Rea

Superbike: Jonathan Rea “Nei test ho provato cose molto segrete”

Jonathan Rea e Kawasaki hanno chiesto aiuto a Showa per rispondere ai progressi compiuti da Yamaha. "Il mondiale è molto equilibrato, anche i piccoli dettagli conteranno tanto"

14 agosto 2021 - 7:55

Jonathan Rea ha chiesto aiuto alla Showa per rimettere la Kawasaki sulla rotta mondiale. Il bilancio del round di Most è stato negativo per il sei volte iridato: due terzi posti preceduti da una prima manche segnata da due scivolate. Toprak Razgtalioglu e la Yamaha, due vittorie, hanno recuperato 34 punti in un colpo solo, piombando a -3 in classifica. Urge correre ai ripari. La nuova Ninja sembrava un portento, invece in alcune occasioni paga la difficoltà nella gestione della copertura Pirelli SCX, che sta diventando l’asso nella manica di Toprak. Solo nella gara sprint Jonathan Rea la può adottare senza timore di restare senza aderenza. E a Most, novità del calendario, la Kawasaki ha preso paga anche a parità di gomma nella gara corta.

Cos’ha provato la Kawasaki?

Il team campione in carica ha fatto tappa per due giorni al Montmelò scendendo in pista con Honda e BMW, le grandi malate della Superbike. Jonathan Rea ha girato molto, utilizzando due delle dieci giornate di test disponibili per regolamento, specie nelle ore più calde di giornata, con asfalto intorno ai 55-60 °C. “Questo gran caldo ci ha dato una mano, abbiamo capito molte cose riguardo il migliore assetto da utilizzare nelle prossime sfide, che probabilmente si correranno nelle stesse condizioni climatiche” ha spiegato Jonathan Rea. A Worldsbk.com poi ha regalato una battuta delle sue: “Abbiamo fatto parecchie prove, dovevamo sperimentare nuove parti…molto segrete!”

Il punto tecnico

Pere Riba, ex pilota dal 2015 responsabile tecnico della Kawasaki del 34enne nordirlandese, è entrato più nello specifico. “Jonathan Rea ci ha parlato molto dettagliatamente di un paio di aspetti della Ninja che ancora non lo soddisfano completamente. Parliamo di bilanciamento generale, quindi di sospensioni. Neanche ad Assen (tre vittorie, ndr) il nostro pilota era pienamente contento. Così abbiamo chiesto a Showa di darci una mano, e abbiamo trovato soluzioni che potrebbero aiutarci molto. Questo mondiale è molto equilibrato, gli altri (Yamaha, ndr) hanno fatto grandi passi avanti e a questo punto ogni piccolo dettaglio può fare una grande differenza.”

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