Superbike, Jonathan Rea

Superbike: Jonathan Rea ha preso paga da Scott Redding ma c’è un ma

Jonathan Rea ha pagato due decimi a Scott Redding nei test Superbike a Misano. Ma in Kawasaki fanno gli spavaldi...

26 giugno 2020 - 16:08

Erano solo test, ma se scendono in pista i draghi della Superbike 2020, cioè Jonathan Rea e Scott Redding, per noi appassionati è impossibile non considerare il cronometro l’elemento più importante. Anche se ovviamente non è, perchè i collaudi  servono per sviluppare la moto e migliorare il livello. A maggior ragione la due giorni di Misano: erano quattro mesi che piloti e squadre non scendevano in pista. In aggiunta c’era da sperimentare l’asfalto nuovo che “dà un grip così esagerato che Misano è da considerare una pista sconosciuta, i riferimenti di una volta non valgono niente” hanno commentato i tecnici Kawasaki. Però, alla fine, ogni volta contano i tempi  sul giro (qui il riepilogo) e i passi gara. Sulla pista dove ha vinto 8 volte (7 con Kawasaki, 1 con Honda) Jonathan Rea ha pagato due decimi a Scott Redding, velocissimo in tutte le sessioni con la Ducati Panigale V4 R. Cosa significa?

“Anche Jonathan poteva fare 1’33″0

Come spesso succede è stato Pere Riba, capo tecnico Kawasaki, a coprire le spalle al suo pupillo. “Jonathan Rea ha fatto 1’33″4 con la gomma da gara (quindi al livello di Redding,ndr) e con la super soffice da qualifica al primo passaggio ha fatto un errore, vanificando il tentativo” ha spiegato il catalano. “Al secondo giro, dunque con la copertura già consumata e surriscaldata, ha siglato 1’33″2 (miglior prestazione nei due giorni, ndr). Credo che senza l’errorino, avrebbe potuto fare anche lui 1’33″0. Riba allude al miglior tempo di Scott Redding, nuovo primato assoluto Superbike di Misano. Il britannico ha distrutto il precedente record Superpole di Tom Sykes, 1’33″6, che risaliva al 2018 con la Kawasaki.

Ma sul passo chi sarà messo meglio?

Cercare il pelo nell’uovo nel time attack in coda a due giornate di test è una questione di lana caprina. La domanda che resta sospesa in attesa della ripresa del Mondiale, il 1 agosto a Jerez, è: chi ha tenuto il miglior passo fra Redding e Rea? Il ducatista anche su questo versante è sembrato messo benissimo: non a caso è stato costantemente il più rapido sia nei turni mattutini, con pista più “fresca”, che nella calura pomeridiana. Ma Jonathan Rea sappiamo com’è: lavora, lavora e al momento opportuno balza fuori dalla tana per azzannare gli avversari. Bisognerà aspettare gara 1 in Spagna per tirare le somme. “Il primo giorno è stato difficile, perchè con l’asfalto nuovo l’aderenza è altissima, ed è stato come girare su una pista mai vista” ha commentato il cinque volte campione del Mondo. “Ho dovuto adattare il mio stile di guida e cambiare radicalmente l’assetto della Ninja. Alla fine sono stato molto incisivo con le gomme più usurate, ma l’importante è che siamo riusciti a scoprire come far girare meglio la moto. E’ una cosa che ci può servire moltissimo anche altrove, specie sui tracciati che in passato ci hanno dato più problemi.” 

Morale altissimo 

Jonathan Rea avrà davvero pescato l’asso da picchiare sul tavolo a Jerez? Vedremo. La certezza, in questo momento, è che il 33enne nordirlandese è carico come una molla. Il rinnovo con la Kawasaki, senza limite di durata, cioè praticamente a vita, gli ha dato ulteriore stimolo. “Lo abbiamo ritrovato in forma eccezionale” ha commentato Guim Roda, capo delle operazioni Kawasaki. “Lo abbiamo tolto dal mercato perchè con lui vogliamo continuare a vincere, le gare e i titoli Mondiali. Con l’esperienza e il talento che si ritrova, Jonathan Rea può portare a casa altri tre titoli.” 

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike, Anthony West

Anthony West: nel 2021 torna in pista, intanto si scusa con la FIM

Superbike, Alvaro Bautista

Superbike, Alvaro Bautista esagerato “La Honda era impossibile da guidare”

Superbike, Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea 6 mondiali “In Testa”